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Israele impone il programma agli studenti palestinesi
di Marilina Mazzafrro
Lunedì, il Governatorato di Gerusalemme ha avvertito che le autorità di occupazione israeliane stanno estendendo in modo significativo l'imposizione del programma scolastico israeliano agli studenti palestinesi nella Gerusalemme occupata, definendo tale politica un tentativo di rimodellare l'identità, la memoria e la coscienza storica di una nuova generazione.
La fase più recente prenderà il via martedì con l'apertura dell'anno scolastico 2026-2027 e riguarderà gli studenti del primo e del settimo anno delle scuole ufficiali affiliate alla municipalità israeliana.
Il portavoce del Governatorato di Gerusalemme, Marouf al-Rifai, ha descritto la misura come una "escalation pericolosa e senza precedenti dal 1967" nei tentativi israeliani di esercitare controllo sull'istruzione palestinese nella città occupata.
Secondo i dati riportati dal quotidiano israeliano Haaretz, nel nuovo anno scolastico 39.363 studenti palestinesi seguiranno il programma scolastico israeliano in 105 scuole municipali.
Altri 5.085 studenti seguiranno tale programma in istituti classificati dalle autorità israeliane come "riconosciuti ma non ufficiali".
Complessivamente, oltre 45.000 studenti palestinesi studieranno quindi secondo il programma israeliano: circa il 38% dei quasi 120.000 studenti presenti nella Gerusalemme Est occupata.
Negli ultimi anni, tale espansione ha subito una notevole accelerazione.
Il numero di studenti palestinesi che seguivano il programma israeliano era pari a 10.347 nell'anno scolastico 2020-2021; è salito a 19.402 nel 2024-2025 e successivamente a 27.041 nel 2025-2026.
Circa 15 anni fa, solo poche centinaia di studenti palestinesi a Gerusalemme studiavano secondo il programma israeliano.
Al-Rifai ha affermato che le misure più recenti rientrano in una politica di lunga data volta a esercitare pressioni sugli istituti scolastici palestinesi, anche attraverso la gestione dei finanziamenti e le condizioni imposte alle amministrazioni scolastiche.
Il Governatorato di Gerusalemme ha avvertito che la questione va ben oltre i libri di testo utilizzati dai bambini palestinesi.
Al-Rifai ha affermato che il controllo israeliano sull'istruzione mira a sostituire il programma scolastico palestinese con la narrazione israeliana, emarginando al contempo elementi centrali della storia e della memoria collettiva palestinese, tra cui la Nakba, i detenuti palestinesi e la stessa Gerusalemme.
Egli ha sostenuto che l'istruzione rimane uno dei mezzi principali attraverso i quali i palestinesi di Gerusalemme preservano la propria identità nazionale e culturale.
Il controllo dei programmi scolastici e il condizionamento della coscienza degli studenti, ha affermato, rientrano quindi in più ampie politiche israeliane volte ad annettere e giudaizzare la Gerusalemme occupata e a cancellarne il carattere arabo-palestinese.
"L'adesione degli abitanti di Gerusalemme al programma scolastico palestinese non riguarda solo un libro di testo", ha detto Al-Rifai, descrivendola come una difesa della "memoria, dell'identità, della storia e della narrazione nazionale".
Il Governatorato ha inoltre segnalato le misure israeliane contro le strutture educative dell'UNRWA. Le autorità di occupazione israeliane hanno sequestrato due complessi scolastici dell'UNRWA al servizio dei palestinesi a Shuafat e Kafr Aqab.
Secondo il Governatorato, le autorità israeliane intendono aprire 14 classi di scuola secondaria, una scuola primaria e cinque asili nel complesso di Shuafat, mentre nella struttura di Kafr Aqab è prevista una scuola secondaria maschile.
Al-Rifai ha affermato che tali misure rientrano in un più ampio tentativo di ristrutturare il sistema educativo di Gerusalemme secondo le politiche israeliane.
La pressione sulle scuole si affianca a misure fisiche che separano le comunità palestinesi da Gerusalemme, tra cui il muro di separazione israeliano e i posti di blocco, che hanno isolato decine di migliaia di palestinesi residenti a Gerusalemme dal centro città e dalle sue istituzioni.
Il Governatorato di Gerusalemme ha dichiarato che imporre il programma scolastico della potenza occupante ai palestinesi in una città occupata viola il diritto internazionale umanitario.
Al-Rifai ha fatto riferimento specifico agli obblighi di Israele in qualità di potenza occupante ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, inclusa la tutela dei minori e la continuità delle istituzioni educative.
Ha avvertito che utilizzare l'istruzione per imporre una narrazione politica e minare l'identità di una popolazione occupata è incompatibile con tali obblighi.
Il governatorato ha esortato l'UNESCO, le Nazioni Unite e altre istituzioni internazionali a intervenire con urgenza per tutelare le istituzioni educative palestinesi e il diritto dei palestinesi all'istruzione, nonché l'identità culturale e storica di Gerusalemme.
Al-Rifai ha inoltre sollecitato la comunità internazionale a non considerare le misure israeliane nella Gerusalemme occupata né come un fatto compiuto né come una questione amministrativa interna di Israele.
Ha avvertito che la continua espansione del programma scolastico israeliano minaccia le future generazioni di palestinesi e la memoria collettiva della città.
L'istruzione, ha concluso Al-Rifai, rimarrà una delle principali "linee di difesa" a tutela dell'identità palestinese di Gerusalemme e del diritto dei suoi bambini di conoscere la propria storia e preservare il proprio patrimonio culturale.
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