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Scabbia nelle carceri israeliane - parte 2
di Emma Buonvino
CAPITOLO 8 — NON SOLO SCABBIA
Le testimonianze raccolte raccontano spesso una combinazione di problemi:
scabbia, pidocchi, foruncoli, ferite, infezioni, fame, debolezza fisica e difficoltà nell'accesso alle cure.
Questa combinazione può diventare particolarmente pericolosa.
La scabbia non "mangia" normalmente il cuore o il cervello e non provoca automaticamente l'amputazione di un arto.
Ma il continuo grattamento può creare ferite attraverso le quali possono entrare batteri.
In casi gravi, un'infezione batterica può penetrare nei tessuti, entrare nel sangue e provocare una sepsi.
Altre complicazioni possono interessare organi vitali.
È quindi fondamentale non confondere la scabbia con le sue possibili complicazioni: la malattia iniziale è curabile; ciò che può diventare devastante è una catena di infezioni e complicazioni non trattate tempestivamente.
CAPITOLO 9 — I NUMERI
Secondo un rapporto di B'Tselem pubblicato nel gennaio 2026, nel novembre 2025 erano stati segnalati 1.437 detenuti con la scabbia nelle carceri israeliane.
La stessa organizzazione avverte che il numero potrebbe essere sottostimato.
Non significa che ogni caso abbia avuto conseguenze gravissime.
Significa però che la scabbia era diventata un problema sanitario di grande dimensione all'interno del sistema detentivo.
E le testimonianze individuali mostrano cosa può significare quel numero nella vita quotidiana:
un uomo che non riesce a dormire;
una persona che si gratta fino a sanguinare;
un detenuto che non può lavarsi;
una famiglia che dopo mesi non riconosce più il proprio caro.
Dietro ogni statistica c'è una persona.
CAPITOLO 10 — PERCHÉ RACCONTARLO
Raccontare queste storie non significa sostenere che ogni testimonianza sia automaticamente una verità giudiziariamente accertata.
Significa dare spazio a persone che raccontano ciò che sostengono di avere vissuto e confrontare quei racconti con i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani e degli organismi internazionali.
È importante essere rigorosi.
Non dobbiamo aggiungere particolari che le fonti non dimostrano.
Ma non dobbiamo nemmeno voltare lo sguardo.
Perché una malattia come la scabbia, normalmente curabile, può diventare una sofferenza enorme quando viene vissuta in condizioni di sovraffollamento, scarsa igiene e assistenza medica insufficiente.
E quando a raccontarla sono persone che hanno appena attraversato la prigionia, non stiamo parlando soltanto di medicina.
Stiamo parlando di dignità umana.
Perché nessun essere umano dovrebbe essere costretto a soffrire inutilmente per una malattia curabile.
IL CASO DI M.H.
Secondo la Palestinian Prisoners' Society e le ricostruzioni riportate da WAFA, H. avrebbe contratto la scabbia in carcere nell'aprile 2026. La sua condizione sarebbe progressivamente peggiorata; l'infezione batterica successiva avrebbe raggiunto diversi organi, compreso il cuore e il cervello, provocando gravissimi danni neurologici. Ha subito un intervento al cuore e, il 13 agosto, nel giorno del suo sedicesimo compleanno, gli è stata amputata una gamba. Al 21 agosto risultava ancora ricoverato e sottoposto a ulteriori cure cardiache.
C'è anche una ricostruzione molto dettagliata pubblicata da Haaretz, secondo cui l'infezione, inizialmente associata alla scabbia, sarebbe passata attraverso una grave infezione batterica sistemica, arrivando a una valvola cardiaca che ha dovuto essere sostituita. La stessa ricostruzione riferisce di un interessamento della gamba e, apparentemente, del cervello.
E' importante chiarire che la scabbia di per sé normalmente non provoca l'amputazione di una gamba né "mangia" il cuore o il cervello. Il pericolo terribile nasce quando le lesioni vengono lasciate senza trattamento e si sovrappongono infezioni batteriche gravi, che possono entrare nel sangue e provocare sepsi e infezioni degli organi. Nel caso di Hamid, le fonti parlano proprio di una grave infezione secondaria che avrebbe prodotto questo quadro devastante.
E il problema non sembra limitato a lui. Un rapporto di B'Tselem del gennaio 2026 riferisce che la scabbia si era diffusa ampiamente nelle strutture carcerarie israeliane e cita, tra le informazioni raccolte, 1.437 detenuti con scabbia nel novembre 2025, precisando però che il numero potrebbe essere sottostimato.
Ancora nell'agosto 2026 sono stati segnalati almeno dieci casi tra oltre 90 detenute nel carcere di Damon, secondo il Palestinian Prisoners' Club, con condizioni descritte come sovraffollamento, scarsa igiene, poca ventilazione e carenza di indumenti e prodotti per la pulizia.
FONTI:
btselem.org, archive.ph, WAFA Agency
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