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31 agosto 2026
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200 artisti: esporre bandiera della Palestina al Festival di Venezia
di Gabriella Mira Marq

Oltre 200 personalità di spicco del mondo del cinema, della letteratura, della musica e della cultura hanno chiesto alla Mostra del Cinema di Venezia di esporre la bandiera palestinese per tutta la durata dell'edizione di quest'anno, in concomitanza con la presenza di due film palestinesi nella selezione ufficiale. L'appello è stato lanciato dall'iniziativa "Venice4Palestine" in vista dell'apertura del festival, prevista per la prossima settimana.

È stato chiesto agli organizzatori di esporre la bandiera palestinese "accanto a quelle che rappresentano tutti gli altri film della selezione ufficiale per l'intera durata dell'evento". Il gruppo ha sostenuto che la Palestina dovrebbe ricevere lo stesso riconoscimento normalmente riservato ai paesi rappresentati dai film inclusi nel programma ufficiale del festival.

Quest'anno sono state selezionate due produzioni palestinesi: *Al Mowaten Osama* (Citizen Osama) di Ahmed Hassouna e *Hiwar ma’ albahr* (Conversation with the Sea) di Muayad Alayan. Secondo i promotori dell'iniziativa, la presenza di queste opere a uno dei festival cinematografici più prestigiosi al mondo dovrebbe essere visibilmente riconosciuta attraverso l'esposizione della bandiera palestinese.

La lettera aperta ha raccolto il sostegno di oltre 200 professionisti del cinema e della cultura, oltre che di altre figure di spicco. Tra i firmatari figurano il musicista britannico Roger Waters, l'attore australiano Guy Pearce, l'attrice francese Adèle Haenel, l'interprete statunitense Indya Moore e la scrittrice francese premio Nobel Annie Ernaux. Anche i cineasti italiani Matteo Garrone e Marco Simon Puccioni hanno sottoscritto l'appello.

Oltre alla richiesta riguardante la bandiera, il gruppo Venice4Palestine ha invitato i lavoratori del cinema, dei media e della cultura a esprimere pubblicamente solidarietà ai palestinesi, nel contesto del genocidio in corso a Gaza per mano di Israele.

L'iniziativa ha inoltre esortato gli operatori culturali a sostenere il boicottaggio di enti e istituzioni legati al governo israeliano. "La natura eccezionale del momento storico che stiamo vivendo ci impone di isolare Israele a livello diplomatico, culturale ed economico", si legge nella lettera.

I firmatari hanno sostenuto che le istituzioni culturali non possono restare indifferenti agli eventi di Gaza e dell'intera regione. Il loro appello chiede che la pressione diplomatica, culturale ed economica su Israele prosegua finché il governo israeliano non si conformerà al diritto internazionale e non porrà fine all'occupazione e alla colonizzazione della Palestina.

L'iniziativa inserisce l'edizione di quest'anno della Mostra del Cinema di Venezia in un dibattito più ampio sul ruolo delle grandi istituzioni culturali durante la guerra di Israele a Gaza e sulle crescenti richieste internazionali di assunzione di responsabilità.

La presenza di due film palestinesi nella selezione ufficiale, secondo il gruppo, rende il riconoscimento della Palestina particolarmente significativo nell'ambito del festival di quest'anno.

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