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USA: voto degli arabo-americani diventa detrminante
di Tamara Gallera
Gli organizzatori della campagna "uncommitted" (voto di protesta per delegati non vincolati) del 2024 – che ha visto oltre 700.000 democratici esprimere dissenso riguardo al sostegno di Washington alla guerra di Israele a Gaza – stanno ora ottenendo incarichi elettivi in prima persona.
Il movimento aveva sollecitato il Partito Democratico a inserire nel proprio programma un embargo sulle armi a Israele e a concedere uno spazio di parola a un rappresentante palestinese-americano durante la convention del 2024. Entrambe le richieste furono respinte.
Abbas Alawieh, uno dei co-fondatori della campagna, ha dichiarato al *Guardian* che tale insuccesso lo ha portato a una nuova conclusione: "l'unica soluzione è sottrarre il potere a quei leader" – afferma – che hanno deluso il movimento.
Da allora, Alawieh ha ottenuto la candidatura democratica per un seggio al Senato statale del Michigan, nel distretto di Dearborn, e la sua elezione a novembre appare probabile. Un altro organizzatore, Abdul El-Sayed, ha conquistato la candidatura democratica per il seggio vacante del Michigan al Senato degli Stati Uniti.
Secondo l'Arab American Institute, la popolazione arabo-americana del Michigan è cresciuta del 75% tra il 2010 e il 2020 e rappresenta oggi circa il 4% dell'elettorato statale, con una forte concentrazione nell'area di Detroit.
Nella corsa presidenziale del 2024, Kamala Harris ha ottenuto solo il 31% dei voti nei distretti elettorali del Michigan a maggioranza araba – una percentuale ben inferiore al 47% registrato tra gli elettori arabi a livello nazionale – mentre la quota restante è andata in gran parte a candidati di terze parti.
Maya Berry, direttrice dell'Arab American Institute, ha dichiarato al *Guardian* che i democratici non hanno condotto la campagna elettorale in queste comunità con la stessa efficacia di Donald Trump e Jill Stein, definendo il divario "abissale".
L'ex deputato Andy Levin, mentore di Alawieh, ha affermato che la politica del partito su Gaza comportava rischi elettorali che andavano oltre la questione morale, avvertendo all'epoca che i democratici "non possono permettere che Donald Trump si avvicini mai più alla Casa Bianca" senza cambiare rotta.
Da allora, gli organizzatori hanno collegato la politica su Gaza a priorità progressiste più vaste, come il costo della vita, l'accesso all'abitazione e la sanità, ottenendo il sostegno di gruppi quali il Working Families Party e Arab Americans for Progress; quest'ultimo è stato fondato da Layla Elabed e Lexis Zeidan, anch'esse co-fondatrici della campagna "uncommitted". Arab Americans for Progress ha inoltre instaurato legami con gli elettori afroamericani attraverso eventi comunitari ricorrenti.
Emgage Action, organizzazione che svolge attività di lobbying presso il Congresso e sostiene candidati sulla base delle istanze degli elettori arabi e musulmani, ha esteso la propria attività di sostegno a 14 stati nel 2026, tra cui Michigan, Texas, Florida, New York e New Jersey. Sebbene il gruppo si dichiari ufficialmente apartitico, la vicedirettrice nazionale per l'organizzazione, Nada Al-Hanooti, ha affermato che i recenti appoggi hanno favorito i Democratici progressisti; un cambiamento che lei attribuisce in gran parte alla retorica islamofoba di esponenti repubblicani.
Sul campo, Emgage ha mobilitato attivisti, coordinato l'invio di materiale informativo per posta e spedito messaggi di testo a sostegno di alcune delle più rilevanti campagne progressiste di quest'anno, tra cui quelle di Alawieh ed El-Sayed in Michigan, oltre a quelle del deputato statale Donavan McKinney e del candidato progressista bianco Will Lawrence.
Al-Hanooti ha spiegato al *Guardian* che l'approccio del gruppo si fonda sulla convergenza programmatica piuttosto che su un'identità condivisa, sintetizzando la propria visione con il concetto: "Le questioni che riguardano i musulmani sono questioni americane".
La stessa coalizione ha sostenuto altre vittorie alle primarie in questa tornata elettorale, tra cui l'affermazione di Angie Nixon nella corsa alla candidatura per il Senato in Florida, quella di Adam Hamawy per il Congresso in New Jersey e la vittoria di Donavan McKinney su un deputato uscente in Michigan.
Il regista Razi Jafri, che ha documentato il movimento "uncommitted" (di voto di protesta), ha descritto la svolta nella carriera di Alawieh come emblematica di un cambiamento più vasto, sottolineando la "transizione dalla protesta alla costruzione del potere".
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