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28 agosto 2026
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Riace, gemella di Gaza
di Daniela Larosa

Mentre parlo con Lucano avverto la sua amarezza che talvolta si trasforma in ostinazione, quando ritiene di essere nel giusto, quando dice che nulla ha senso se non si ci interessa di chi soffre.

Mi manifesta la sua stanchezza, l'amarezza, dinanzi all'odio che pare sopraffarci.

Si chiede come possa non essere compreso un gesto di fratellanza, dinanzi a un popolo che sta subendo un genocidio.

Ascolto e fatico ad inserirmi per manifestare il mio pensiero, dal suo fiume in piena, altrimenti perde il filo, come me... Gli argomenti di cui intende parlarmi, sono troppo importanti.

Una delle volte per cui ritengo di doverlo interrompere, al momento opportuno, è per dirgli, che continua a non essere solo. A riferirgli di chi mi chiede di dirglielo, affinché lo sappia.

A un certo punto mi dice qualcosa sul pensiero diffuso dei riacesi "può avere fatto degli errori, ma sicuramente non ha preso un soldo".

Conoscevo già questo pensiero, lo ascoltai proprio da alcuni riacesi.

Gli dico che le parole di chi lo accusa di non avere a cuore il territorio, non corrispondono al vero. Parecchi tra noi, lo sanno.

Parlo del presidio sanitario gratuito, dell'ingresso municipale per i disabili, della lotta per l'acqua pubblica, di altro... Mi ascolta e sorride.

A proposito del presidio medico per migranti e riacesi (PER TUTTI) la sera del noto gemellaggio del 24 agosto, in risposta alle affermazioni di indifferenza verso Riace, ha invitato a parlare proprio il dott. Napoli, coordinatore di quell'ambulatorio cui si poteva accedere gratuitamente.

A seguito delle vicende giudiziarie di Lucano, subentrò Trifoli. Quell'amministrazione comunale decise di chiudere quel presidio medico, importante per l'accesso alle cure gratuite, per tanti bisognosi.

Come se non bastasse, quando venne chiamato il dott. Napoli, da chi amministrava, fu trattato malissimo... Era sgomento, dispiaciuto, amareggiato, aveva offerto il proprio notevole contributo, volontariamente.

Quella fu una sofferenza, per il bravissimo dottore e per Lucano. Soprattutto per chi a causa di difficoltà economiche, poteva beneficiare di cure gratuite.

Qual è la contraddizione? Non si può decidere di cancellare un presidio medico gratuito senza che le conseguenze ricadano su degli esseri umani.

Soprattutto non c'è credibilità nel menzionare i santi medici Cosma e Damiano, che curavano gratuitamente.

È altresì contraddittorio rimuovere il cartello "Riace, paese dell'accoglienza" e sostituirlo con quello dedicato ai santi medici Cosma e Damiano. I primi ad opporsi - per quel che conosciamo sul loro operato - sarebbero stati loro.

Non ha senso citare i santi medici ed opporsi al gemellaggio di un campo profughi vicino a Betlemme, luogo simbolico del cristianesimo. Della natività.

Infine, anche per volontà di Domenico Lucano, desidero comunicarvi di questa bella e rilevante notizia: in autunno inoltrato o in inverno, il presidio sanitario gratuito dovrebbe riaprire. Potranno accedervi pure gli abitanti dei paesi limitrofi.

Avrà anche un ruolo attivo nella prevenzione delle patologie. Lucano, ha sottolineato l'importanza della prevenzione, dopo averne discusso con la dottoressa, cui ha esposto il progetto. In sintesi, ha già interagito nelle istituzioni preposte e ieri ha parlato pure col presidente Occhiuto che si è reso disponibile.

Ogni volta in cui lo ascolto penso che la sua, sia proprio ostinazione del bene, anche quando "tutto" gli rema contro.

Intendo aggiungere che un gemellaggio, non implica indifferenza verso il luogo in cui si vive, ma proprio da quel luogo, ormai simbolo mondiale di umanità, si dimostra di poter abbracciare altri luoghi, altri esseri umani.

Il rappresentante palestinese, quella sera, durante il suo discorso che ci ha emozionati, ha detto che è importante sapere che qualcuno si ricordi di quel campo profughi di sofferenza, vicino a Betlemme. Che non si dimentica dei bambini... Non dimenticheremo le sue parole e le lacrime.

Questo ulteriore forte gesto simbolico non nuoce al territorio, non nuoce a nessuno. Infastidisce solo alcuni. E per il territorio esistono tutti gli altri giorni dell'anno.

Mimì, come ti ho detto qualche ora fa, siamo noi la tua storia. Siamo in tanti. Ricordo ciò di cui parli, da tanto, insieme alla mia penna.

P.S. Ho scritto di getto, guidata da emozioni profonde. Avrei potuto scrivere meglio e probabili errori, non riguardano la mancanza di veridicità, di quanto riportato.

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