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Scegliere fra l'America e l'Iran
di
Giacomo Gabellini
«Vogliamo chiarire oggi che nessuno è al di sopra delle sanzioni statunitensi. Chiunque agevoli transazioni illecite e faccia parte dell’ecosistema che trasforma il petrolio iraniano in denaro e in repressione sarà preso di mira. È giunto il momento che i leader mondiali scelgano tra l’America e l’Iran. Qualsiasi entità che agevoli il riciclaggio di denaro per conto dell’Iran sarà esclusa dal sistema del dollaro statunitense».
Così il segretario al Tesoro Bessent ha presentato L’Operazione Economic Outcast, intesa a strangolare l’Iran.
Nell’ambito dell’Operazione Economic Outcast, ha aggiunto Bessent, «il Dipartimento del Tesoro e altre agenzie stringeranno il cappio e bloccheranno ogni potenziale fonte di finanziamento per le Guardie Rivoluzionarie e il malvagio regime iraniano. Stiamo adottando una politica di tolleranza zero; non ci sarà il minimo margine di manovra per il regime per ricostruire la sua capacità di seminare il terrore contro l’America e il mondo […]. Il conto alla rovescia è appena iniziato».
«Invito i soldati semplici che sostengono questo regime, mentre sempre più stipendi vengono sospesi o, a quanto pare, solo ritardati, a domandarsi se i loro comandanti stanno conducendo il Paese al trionfo o alla rovina. Esorto inoltre i loro comandanti a ricordare che il Muro di Berlino è caduto quando dei soldati semplici hanno deciso di non sparare contro la propria gente», ha aggiunto il segretario al Tesoro.
L’Iran, ha concluso Bessent, «si trova ora di fronte a una scelta molto chiara, con solo due strade davanti a sé: il completo isolamento globale e un’economia di sussistenza, oppure un percorso di ritorno alla normalità con l’opportunità di rientrare nell’economia globale».
Le minacce statunitensi non sembrano aver impressionato le autorità di Teheran, dichiaratesi fiduciose di poter contrastare efficacemente l’inasprimento delle sanzioni statunitensi. Il ministro dell’Economia Madanizadeh ha affermato che la Repubblica Islamica è «pienamente preparata a gestire il regime sanzionatorio», che a suo avviso procurerà agli Stati Uniti «un’altra sconfitta».
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