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Le milizie che Israele ha creato e ora protegge
di Edoardo Morello
Non ci sono giri di parole possibili, stavolta. C'è un ufficiale dell'aeronautica israeliana che lo dice, mentre sorveglia dall'alto un drone armato: proteggo uomini che sto guardando commettere crimini di guerra.
Non un attivista.
Non un nemico di Israele. Un soldato, in servizio, che racconta quello che vede.
Quello che vede è questo: cinque milizie palestinesi, armate e finanziate nell'ombra da Israele, che si muovono dentro le zone controllate dalle IDF come un esercito parallelo.
Basi a poche centinaia di metri dagli avamposti israeliani. Nominativi sulla rete radio militare. Uomini riconosciuti nei sistemi di comando e controllo, come se fossero truppe regolari. Non alleati informali. Un braccio operativo.
E cosa fa, questo braccio operativo, quando non sta combattendo Hamas? Espelle famiglie dalle loro case con telefonate che si spacciano per l'esercito israeliano. Saccheggia. Dà fuoco. Un comandante di milizia lo ha ammesso in un video, senza pudore: trasmettiamo i messaggi della parte israeliana, andatevene.
E poi c'è la scena che nessun comunicato stampa potrà mai ripulire: una disputa interna a un clan, un colpo di pistola accidentale, e la "giustizia" armata che si consuma davanti a soldati israeliani . Un uomo sparato alle gambe come sentenza. Tutti intorno che annuiscono, come fosse un tribunale legittimo.
Netanyahu, nel giugno 2025, l'aveva ammesso lui stesso: abbiamo attivato clan a Gaza contro Hamas. Da allora il progetto non si è fermato, si è espanso. Basi con parchi giochi e negozi di abbigliamento costruite accanto a due milioni di persone ammassate tra le macerie, in tende, senza ricostruzione. Il contrasto non è un dettaglio, è la fotografia più onesta di questa guerra.
Il piano Trump chiede il disarmo di Hamas insieme a quello delle milizie. Netanyahu lo ha respinto. Perché fin quando la manodopera armata resta comoda, nessuno a Gerusalemme ha davvero fretta di disarmarla.
Chiamiamo le cose con il loro nome. Non sono "clan alleati". Sono milizie create, armate e protette da uno Stato per fare, fuori dalla catena di comando ufficiale e fuori da ogni responsabilità legale, quello che quello Stato non può più permettersi di fare da solo alla luce del sole.
𝘍𝘰𝘯𝘵𝘦: 𝘏𝘢𝘢𝘳𝘦𝘵𝘻
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