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27 agosto 2026
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Iran: la legge tutela i transessuali
di Guglielmo Mengora

Ci sono probabilmente pochi modi in cui si poteva confermare l'appoggio e venire in soccorso alla NATO sull'Iran proprio quando la NATO ha perso persino dal punto di vista militare e non rimangono molte opzioni tranne capitolare, che la "lettera aperta agli iraniani" pubblicata qualche giorno fa sul Guardian.

Uno non vuole pensare male ma il timing è oggettivamente perfetto. Proprio quando la NATO non ha più opzioni, proprio quando la borghesia occidentale è costretta a fare un accordo con i selvaggi ed è disperata per questo, arriva la stampella che dovrebbe aiutare a fare un po' di "kicking of the can".

Dispiace che dentro ci siano persone importanti tra cui anche Angela Davis. Ricorda da vicinissimo la famigerata visita di Marco Ferrando all'ambasciata ucraina per il sostegno alla guerra imperialista della NATO.

Con la scusa del solito neneismo che - guarda caso - finisce per aiutare gli imperialisti, la lettera aperta "Ai prigionieri politici iraniani, intrappolati tra le due lame di una forbice" finisce per rilanciare la guerra della NATO proprio quando se ne aveva bisogno, cercando di coinvolgere - visto che la popolazione occidentale la rifiuta sempre di più - anche al Sinistra internazionale con la solita scusa: non stiamo con nessuno ma facciamo quello che serve alla borghesia occidentale.

Per giustificarla, come si fa per il Venezuela o per Cuba, non si esita a prendere le preziose informazioni dalla propaganda imperialista perché in fondo lo scopo è quello. Dire che non stiamo con nessuno dei due ma se vincessero i nostri bastardi sarebbe meglio per tutti.

La più ridicola delle informazioni di propaganda è quella presa direttamente dal New York Times, che doveva giustificare la guerra, e rilanciata dai neneisti come prova della posizione tra l'incudine ed il martello degli iraniani: il bombardamento delle "prigioni per transessuali iraniane" da parte degli israeliani, con i primi quindi vittime del loro regime e poi dell'imperialismo occidentale.

E' ovviamente una bufala che i nostri neneisti non si preoccupano di verificare perché in fondo a loro non interessa. Non esistono "prigioni per transessuali" in Iran perché essere trans non è un crimine nel paese. Non solo non è un crimine ma dal 1985 - pochi anni dopo la Rivoluzione e quando Khomeini era ancora vivo - l'Iran ha una legge sulla riassegnazione di genere sotto controllo medico, esattamente come quelle occidentali. E la ha perché proprio l'ayatollah Khomeini mi pare nel 1963 avesse già scritto che la riassegnazione di genere non è incompatibile con l'Islam.

Non solo quindi non esistono prigioni per transessuali in Iran, non solo non è un reato esserlo, non solo l'Iran ha dal 1985 una legge in proposito che lo consente ma se i nostri conoscessero ciò di cui parlano - e non usassero le bufale imperialiste per giustificare la borghesia NATO - saprebbero che oggi l'Iran è l'hub più rinomato in tutto il Medio Oriente per la riassegnazione di genere e che accoglie persone che vengono anche da altri paesi, in questo secondo solo alla Thailandia in tutta l'Asia. Lo stato iraniano consente anche di ricevere contributi per il pagamento delle spese, contributi che vanno da 1.200 dollari a circa 7.000 ed in alcune circostanze sale anche a 12.000.

Se queste persone decidono di ignorare informazioni che sono abbastanza note ed invece prendono le loro veline dalla propaganda imperialista per giustificare le loro tesi, quanto possono essere preoccupati di ciò avviene davvero in Iran?

Quindi proprio mentre la guerra in Medio Oriente perde spinta e si avvia verso una dolorosa conclusione per le borghesie occidentali, i nostri neneisti si preoccupano di rilanciare la "guerra giusta", con la scusa di non essere d'accordo con nessuno dei due. Ma se vincessero i "nostri bastardi" non sarebbero dispiaciuti, evidentemente.

Lo fanno perché sono d'accordo con la NATO e la borghesia occidentale? Alcuni sicuramente si ma per la maggior parte è difficile dirlo. Angela Davis è una quinta colonna della borghesia USA? Impossibile.

Ma non essere esplicitamente d'accordo con la mentalità colonialista non vuol dire non averne una propria.

Il 24 Febbraio 2022 quello che viene universalmente considerato in Occidente il II o III Mondo è emerso con tutta la sua forza. Era nascosto e chi voleva davvero vederlo l'avrebbe visto ma per molti nei paesi occidentali non c'era progresso, cultura, nemmeno identità al di fuori dei confini del mitico Occidente. I neneisti non sono imperialisti borghesi ma lo sono culturalmente. Costoro ritengono che l'evoluzione culturale sia conclusa, che l'Occidente abbia prodotto tutto quello che c'era da produrre - nel bene e nel male - e che i paesi dei selvaggi siano lì per essere guidati - nel bene o nel male - solo dai saggi, dotti ed evoluti occidentali.

Con tutte le loro forza non accettano qualsiasi emancipazione che non faccia riferimento a loro come opposizione al Capitalismo occidentale e anelano - loro che di rivoluzione nei loro civilissimi paesi non ne hanno fatta mai una dal 1789 - di installarsi a gestire l'evoluzione culturale e sociale dei paesi dei selvaggi.

Ma succede sempre più che questi dannati si siano messi in testa di fare da soli, di conciliare il loro progresso con le loro usanze e tradizioni, persino di far evolvere le loro "primitive" società senza cambiarle. E, soprattutto, si siano messi in testa di fare da soli.

Il 24 Febbraio 2022 il II e III Mondo ha deciso di completare il processo di de-colonizzazione senza attendere patenti e timbri e questo, anche i nostri amati neneisti, proprio non riescono a sopportarlo. Se necessario, siano spazzati dall'imperialismo borghese occidentale così che poi ci si possa mettere piede anche noi e dirigere la loro "liberazione" da un problema che non avevano.

Già nel 1957 in "Per la rivoluzione africana" Fanon scriveva: "La Sinistra Comunista, dalla sua parte, mentre proclama la necessità per i paesi coloniali di evolvere nell'Indipendenza, richiede il mantenimento di una connessione speciale con la Francia. Queste posizioni chiaramente confermano che anche i cosiddetti partiti estremisti pensino che la Francia abbia i suoi diritti in Algeria e che la scomparsa della dominazione non significhi necessariamente la scompara di qualsiasi collegamento. Questo atteggiamento mentale assume la forma di un paternalismo tecnocratico, dell'ingenuo avvertimento del pericolo di una regressione".

Siamo ancora lì. Siano liberi i selvaggi ma lo siano di seguire i nostri saggi insegnamenti. E se non lo fanno, siano spazzati dalla nostra borghesia così che capiscano cosa rischiano, tornando a più miti consigli.

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