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Hind Rajab: la famiglia respinge esiti dell'inchiesta di Israele
di Marilina Mazzaferro
La nonna della bambina palestinese di cinque anni Hind Rajab ha respinto l'indagine militare israeliana sulla sua uccisione, affermando che la famiglia non ha fiducia nella capacità di Israele di indagare sulle proprie forze armate e chiedendo un'inchiesta internazionale indipendente.
Le sue dichiarazioni sono giunte dopo che, mercoledì, l'esercito israeliano ha ammesso che le sue forze avevano aperto il fuoco sul veicolo a bordo del quale viaggiavano Hind e i suoi familiari, a Gaza City, il 29 gennaio 2024.
Le autorità militari hanno annunciato che la Divisione di indagine penale della Polizia militare avrebbe avviato un'inchiesta penale sull'accaduto.
La nonna di Hind ha dichiarato all'agenzia di stampa Anadolu che la famiglia non nutre fiducia né nelle indagini militari israeliane né nel sistema giudiziario israeliano.
Ha affermato che la famiglia ritiene che il veicolo civile su cui viaggiavano Hind, suo zio, la moglie di quest'ultimo e i loro figli sia stato preso di mira deliberatamente.
La famiglia chiede un'indagine internazionale indipendente sulla morte di Hind, di sei membri della sua famiglia e di due paramedici della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) inviati per soccorrerla.
La nonna di Hind ha sottolineato che la richiesta di accertamento delle responsabilità avanzata dalla famiglia va oltre il caso della nipote.
"Non chiediamo giustizia solo in nome di Hind, bambina di Gaza, ma in nome di tutti i nostri bambini martiri a Gaza", ha affermato.
Oltre 73.000 palestinesi sono stati uccisi da quando Israele ha lanciato la guerra contro Gaza nell'ottobre 2023; i bambini costituiscono una parte significativa delle vittime.
Anche la Hind Rajab Foundation, un'organizzazione con sede a Bruxelles che persegue l'accertamento delle responsabilità legali per le violazioni israeliane contro i palestinesi, ha messo in dubbio la credibilità dell'indagine israeliana.
"Queste indagini annunciate, anche qualora dovessero effettivamente svolgersi, non devono essere scambiate per un passo concreto verso la giustizia", ha dichiarato l'organizzazione, sostenendo che le indagini interne israeliane non possono offrire un meccanismo credibile per l'accertamento delle responsabilità.
Hind viaggiava con alcuni parenti mentre la famiglia tentava di fuggire dalle operazioni militari israeliane a Gaza City, quando il loro veicolo è stato colpito dal fuoco israeliano nei pressi della stazione di servizio Fares.
Secondo la nonna, la cugina di Hind, Layan Hamada, è rimasta in contatto con i familiari per ore, implorando aiuto, prima che i contatti con lei si interrompessero.
Successivamente, la famiglia è riuscita a mettersi in contatto con Hind, la quale ha riferito di essere ancora viva all'interno del veicolo.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha coordinato l'invio di un'ambulanza per soccorrerla, mantenendo nel frattempo i contatti con la bambina di cinque anni. Il collegamento si è interrotto proprio mentre l'ambulanza si stava avvicinando.
Giorni dopo, in seguito al ritiro delle forze israeliane dall'area, Hind è stata ritrovata senza vita all'interno del veicolo, crivellato di proiettili, insieme a sei parenti. Anche i due soccorritori della Mezzaluna Rossa inviati per salvarla sono stati trovati morti.
Le registrazioni audio delle disperate richieste di aiuto di Hind hanno successivamente fatto il giro del mondo, trasformando la sua uccisione in uno dei casi più noti riguardanti bambini palestinesi durante la guerra israeliana a Gaza.
Inizialmente, l'esercito israeliano aveva negato la presenza delle proprie forze nei pressi del veicolo al momento dell'uccisione di Hind e dei suoi parenti.
Indagini indipendenti, basate su immagini satellitari, prove visive e analisi audio, hanno successivamente smentito tale versione, confermando la presenza di forze militari israeliane nell'area.
Mercoledì, l'esercito israeliano ha ammesso che il proprio personale aveva aperto il fuoco contro il veicolo, dichiarando che i soldati avevano sparato perché il mezzo si stava avvicinando a loro, muovendosi in violazione delle istruzioni impartite ai residenti.
Ha inoltre preso atto delle accuse secondo cui un proiettile sarebbe stato successivamente sparato contro l'ambulanza della PRCS inviata sul posto, uccidendo i due paramedici a bordo.
Le forze armate hanno dichiarato che le presunte carenze nel coordinamento degli spostamenti dell'ambulanza hanno motivato la decisione di avviare un'indagine penale.
L'esercito ha annunciato separatamente un'indagine sull'uccisione di 15 operatori palestinesi del soccorso e del settore umanitario, avvenuta a Rafah nel marzo 2025.
Per la famiglia di Hind, tuttavia, la decisione di Israele di indagare sulle proprie forze armate non soddisfa la richiesta di accertamento delle responsabilità. I familiari chiedono invece un'indagine internazionale indipendente, in grado di stabilire le responsabilità per la morte di Hind, dei suoi parenti e dei soccorritori che avevano tentato di salvarla.
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