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Iran valuta attacchi a basi USA in Europa? Cosa sappiamo
di Leandro Leggeri
Secondo un’esclusiva del Financial Times, l’Iran avrebbe preso in considerazione la possibilità di colpire installazioni militari statunitensi in Europa nel caso in cui Donald Trump decidesse una nuova escalation della guerra. Due fonti iraniane anonime citate dal quotidiano britannico indicano, tra i possibili obiettivi esaminati, installazioni a Cipro e in Bulgaria, tra cui la base aerea di Bezmer.
La notizia va però letta con cautela. Non esiste, allo stato attuale, una dichiarazione ufficiale iraniana che annunci l’intenzione di attaccare basi americane in Europa. L’esistenza di specifici piani contro obiettivi europei è attribuita dal Financial Times a fonti anonime interne al sistema iraniano.
Diversa è la posizione espressa pubblicamente dai Guardiani della Rivoluzione: Teheran ha avvertito che qualsiasi base utilizzata per condurre attacchi contro il territorio iraniano potrebbe essere considerata un obiettivo militare legittimo. Si tratta però di una formulazione volutamente generica: considerare una struttura un obiettivo legittimo non significa aver deciso di colpirla, né stabilisce quale livello di partecipazione alle operazioni statunitensi farebbe scattare un'eventuale rappresaglia.
Anche i due casi indicati dal FT sono molto differenti. Cipro si trova geograficamente nel Mediterraneo orientale e, dal punto di vista strategico, pienamente all’interno del teatro vicino-orientale: raggiungere installazioni sull’isola non rappresenterebbe un salto particolarmente sorprendente per le capacità iraniane.
La Bulgaria è un'altra questione. Bezmer si trova molto più lontano e sarebbe al limite della gittata dei sistemi iraniani di maggiore portata conosciuti pubblicamente. Questo non rende impossibile un attacco, ma solleva interrogativi sulla combinazione di gittata, carico utile, precisione e capacità di superare le difese.
C'è poi un elemento politico. Teheran aveva già protestato ufficialmente con Sofia per l'impiego di Bezmer da parte delle forze americane e aveva sollevato con Cipro la questione dell'utilizzo delle installazioni presenti sull'isola. È quindi perfettamente plausibile che gli apparati militari iraniani abbiano studiato anche scenari di rappresaglia: studiare un'opzione militare, tuttavia, è cosa molto diversa dall'averne deciso l'esecuzione.
Non si può neppure escludere che l'indiscrezione sia essa stessa parte della deterrenza iraniana. Il messaggio rivolto ai governi europei sarebbe in questo caso piuttosto semplice: se mettete il vostro territorio a disposizione degli Stati Uniti per attaccare l'Iran, non date per scontato di rimanere una retrovia immune dalla guerra.
La lettura più prudente, dunque, non è “l'Iran prepara un attacco contro l'Europa”, come qualche titolo potrebbe lasciare intendere. È piuttosto che Teheran potrebbe avere studiato anche scenari europei e che qualcuno all'interno del sistema iraniano ha interesse a far sapere che tali possibilità sono state prese in considerazione.
Credibile che l'opzione sia stata studiata; non dimostrato che sia stata approvata. E il fatto stesso che sia trapelata potrebbe essere parte del messaggio.
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