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Craig Mokhiber: non sono coloni ma intrusi razzisti e criminali
di Rosa Rinaldi
Craig Mokhiber è un avvocato statunitense, specializzato in diritto internazionale e diritti umani. È stato per oltre trent’anni un alto funzionario delle Nazioni Unite.
Divenne famoso nell'ottobre 2023 perché inviò al capo dell'OHCHR, Volker Türk, una lettera in cui sosteneva che a Gaza fosse in corso un «genocidio da manuale» , accusando l'ONU di non aver agito adeguatamente per impedirlo.
Oggi scrive:
"Mentre leggete queste parole, bande di teppisti sionisti armati, esaltati, razzisti e genocidari, sostenuti dalle forze dell’occupazione israeliana, stanno attraversando città e villaggi palestinesi della Cisgiordania, terrorizzando e sottoponendo a violenze le famiglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e distruzione.
Se i palestinesi disarmati reagiscono per difendere se stessi e le proprie famiglie, vengono o gettati nei luoghi di tortura del regime israeliano, oppure uccisi sul posto.
Il mondo — compresi l’Autorità Palestinese e i governi arabi dei Paesi vicini — volge lo sguardo dall’altra parte mentre questa fase del genocidio infuria, proprio come è rimasto a guardare per tre anni di fronte alla carneficina a Gaza.
Ditememi ancora una volta come mai il regime israeliano sarebbe l’unico Stato esente dal diritto internazionale e come mai il popolo palestinese sarebbe l’unico popolo al mondo a non avere il diritto alla resistenza armata contro un’occupazione straniera, la dominazione coloniale e i regimi razzisti.
Ditemi ancora una volta come possa essere legittimo, in qualche modo, questo regime genocidario di apartheid, mentre coloro che vi si oppongono vengono definiti «terroristi».
Voglio capire, davvero. Ma la morale, il diritto, la logica e i fatti continuano a mettersi di mezzo.
E ditemi una cosa: come fate a dormire la notte?".
E ancora:
" La Palestina è abitata da millenni, quindi questi intrusi razzisti e criminali non possono essere propriamente definiti «coloni».
Non sono «coloni»: sono bande violente di sionisti e forze paramilitari del regime israeliano.
Non vivono in «insediamenti», ma in avamposti coloniali armati e illegali.
Non sono coinvolti in «scontri tra coloni», ma in linciaggi e pogrom.
Chiamarli con il loro vero nome è importante, e porre fine alla loro impunità è un dovere urgente dell’intera umanità."
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