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La guerra non basta
di Fausto Gianelli
Ultimamente appaiono sempre più spesso fake news in difesa di Israele: notizie palesemente false che negano il genocidio, parlano di palestinesi in ottima salute, bambini paffutelli a Gaza e così via.
Non giungono solo dagli organi della propaganda filosionista (Il Tempo, Il Foglio, Riformista e simili) ma anche e soprattutto dalle rete.
Volevo dare una risposta ma mi limiterò a postare il discorso di Eli Hazan (prima portavoce del Likud e poi portavoce di Netanyahu e suo consigliere politico nonché ambasciatore dello Stato di Israele):
"La verità e i fatti non sono più importanti. Per questo sto diffondendo fake news... Le persone non capiscono la bontà, capiscono solo la guerra. Volete una guerra sulla rete? Vi daremo una guerra sulla rete".
Nel bilancio statale del 2026 il governo israeliano ha stanziato circa 730 milioni di dollari (quasi 5 volte rispetto ai 150 milioni del 2025) per la "Hasbara": l'attività di comunicazione e propaganda all'estero necessaria a ripulire l'immagine dello Stato di Israele.
La guerra sulla rete è oggi più che mai un fronte necessario per il governo di Netanyahu.
I ministri di vari governi europei assoldati da Tel Aviv, i giornali filosionisti, Fassino e i compagni di Sinistra per Israele evidentemente da soli non sono più sufficienti.
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