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Trump sposta risorse militari da Corea del Sud all'Iran
di Leandro Leggeri
Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato al Pentagono di «ridurre sostanzialmente» le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud, a poche ore dall'inizio delle manovre.
Trump ha motivato la decisione sostenendo che le esercitazioni siano eccessivamente costose e inviino un segnale «inappropriato e ostile» alla Corea del Nord, richiamando il proprio rapporto personale con il leader nordcoreano Kim Jong-un. Secondo il presidente, sarebbe ormai troppo tardi per cancellare completamente le manovre, ma il segretario alla Guerra Pete Hegseth avrebbe ricevuto l'ordine di ridurne sensibilmente la portata.
La decisione arriva in una fase particolarmente delicata per la presenza militare americana nell'Indo-Pacifico. La USS George Washington, ultima portaerei statunitense presente nel Pacifico, è stata infatti trasferita verso l'Asia occidentale per sostituire la USS Abraham Lincoln, il cui dispiegamento è stato prolungato a causa del conflitto con l'Iran.
Lo spostamento di risorse verso il teatro iraniano sta alimentando interrogativi negli Stati Uniti sulla capacità di Washington di mantenere contemporaneamente i propri impegni militari in più regioni. Secondo The Cradle, alcuni membri del Congresso hanno espresso preoccupazione per il vuoto lasciato nel Pacifico, mentre nei giorni scorsi l'ispettore generale del Pentagono aveva segnalato condizioni di «grave degrado» in alcune infrastrutture militari statunitensi nella regione.
Il ridimensionamento delle esercitazioni con Seul assume quindi un significato che va oltre i rapporti con Pyongyang: mentre Washington concentra uomini e mezzi sul confronto con Teheran, aumenta la pressione sulle risorse necessarie per sostenere contemporaneamente la propria presenza militare nel Golfo e nell'Indo-Pacifico.
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