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17 agosto 2026
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Incontro Kushner-Hamas sulla road map: ora tocca a Israele
di Pierfrancesco Pallante

Sono emersi nuovi dettagli su un incontro di alto livello tra Hamas e l'inviato statunitense Jared Kushner in Egitto; secondo fonti palestinesi, i colloqui si sono concentrati sull'attuazione della seconda fase dell'accordo su Gaza, anziché sulla rinegoziazione dei suoi termini.

Le fonti, che hanno parlato con il Quds News Network a condizione di anonimato, hanno descritto l'incontro svoltosi nella città egiziana di El Alamein come "positivo".

La delegazione di Hamas era guidata dal capo dell'ufficio politico del movimento, Khalil al-Hayya, e ha incontrato Kushner insieme a Nikolay Mladenov, coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente.

Secondo le fonti, le discussioni si sono incentrate sulla tabella di marcia che disciplina la seconda fase del piano del presidente USA Donald Trump per Gaza e sui meccanismi necessari per procedere alla sua attuazione. Durante l'incontro non sono state presentate nuove disposizioni o modifiche in grado di alterare la sostanza dell'accordo esistente, hanno riferito le fonti. Tale distinzione è significativa alla luce dell'annuncio formale con cui Hamas ha dichiarato di accettare la tabella di marcia presentata da Mladenov e dai mediatori.

Secondo Quds News, la delegazione di Hamas ha comunicato a Kushner e Mladenov che l'accordo esistente non era soggetto a rinegoziazione. Il movimento avrebbe sottolineato che esso stesso, insieme ad altre fazioni palestinesi, aveva già espresso la propria posizione in merito alle disposizioni contenute nell'accordo.

La questione cruciale, secondo Hamas, consiste ora nell'ottenere una risposta da parte di Israele su quanto già concordato. Le fonti hanno riassunto la posizione di Hamas con un'espressione particolarmente categorica: l'accordo, nella sua forma attuale, "non sarà rimesso in discussione". Tale posizione indica che Hamas non considera il passaggio alla seconda fase come un'opportunità per negoziare un quadro sostanzialmente diverso, bensì come una questione di attuazione di impegni già definiti tramite i mediatori.

Forse il dettaglio più significativo emerso dalle discussioni a porte chiuse ha riguardato la risposta di Kushner. Secondo le fonti palestinesi citate da Quds News, Kushner ha affermato che, in questa fase, ciò che serviva era una risposta da parte di Israele. Le fonti hanno interpretato le sue parole nel senso che la prossima mossa, relativa al passaggio alla seconda fase e all'attuazione dei relativi obblighi, spetta ora alla parte israeliana.

A quanto riferito, Mladenov ha ribadito che il quadro di riferimento esistente non era cambiato. Secondo le fonti, egli ha comunicato ai partecipanti che non vi erano state modifiche alle 15 disposizioni dell'accordo e che queste rimanevano invariate rispetto a come erano state presentate in precedenza, senza nuovi emendamenti o proposte.

L'incontro, dunque, non sembra essersi concentrato sulla stesura di un nuovo accordo, bensì sulla valutazione di se e come la tabella di marcia esistente possa passare alla fase attuativa. I dettagli riportati da Quds News forniscono un ulteriore contesto a una dichiarazione ufficiale rilasciata domenica da Hamas.

Hamas ha confermato che la propria delegazione, guidata da al-Hayya, aveva incontrato i rappresentanti dei mediatori e dei garanti della tregua a Gaza, sotto l'egida dell'Egitto. Il movimento ha dichiarato di aver accettato la tabella di marcia per la seconda fase del piano di Trump, presentata da Mladenov e dai mediatori. Hamas ha affermato che tale accettazione si basava su quelli che ha definito gli interessi del popolo palestinese e sulla necessità di raggiungere un cessate il fuoco permanente.

Ha inoltre individuato diversi obiettivi che, a suo avviso, devono scaturire dal processo: il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza, l'assistenza umanitaria permanente e urgente, l'avvio dei lavori del comitato amministrativo, la ricostruzione e l'attuazione delle restanti disposizioni concordate.

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