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Viaggiamo sul Titanic
di Luca Deperi
L'espansione dell'Impero romano dice chiaramente quali siano le aree geografiche di interesse strategico per l'Italia.
La storia di Roma e del Mediterraneo cambiò con la vittoria totale su Cartagine (146 a. C.). ma la storia non si studia più, neanche la geografia; vuoi mettere l'inglese?!
La guerra odierna intorno a Hormuz e Bāb el-Mandeb dovrebbe aiutarci a immaginare cosa significherebbe per l'Italia avere anche solo un'alleanza stretta con i discendenti più diretti dei cartaginesi, per semplificare diciamo l'attuale Tunisia e Tripolitania (pur sapendo che in realtà Cartagine controllava un'area ben più vasta): l'attraversamento del Mediterraneo sarebbe una cosa nostra, un mare Nostrum; esattamente quello che consentì a Roma di spiccare il volo duemila anni fa.
Purtroppo la realtà è che Tafazzi ci fa una pippa; abbiamo aiutato l'occidente a uccidere il nostro migliore alleato in quell'area, Gheddafi, a trasformare la Libia (all'epoca il paese africano col maggiore tasso di alfabetizzazione e la migliore sanità pubblica) in un caos totale, dilaniata da una guerra che si trascina da anni limitando moltissimo le esportazioni di idrocarburi (di cui eravamo il primo acquirente), e che vede i turchi a ovest ed un gruppo tra cui russi, emiratini ed egiziani a est.
A Sigonella ci stanno gli americani, Malta di fatto è sotto controllo inglese (formalmente ex colonia), a Mazara del Vallo abbiamo una flotta sì ma di pescherecci (massimo rispetto per loro, ci mancherebbe), a Pantelleria facciamo il passito, di Linosa e Lampedusa ci facciamo turismo perché ci hanno detto che di turismo dobbiamo campare; vuoi mettere quei fessi che vivono di proiezione strategica e che fondano le loro fortune sul controllo dei mari?!
La barzelletta di oggi, che purtroppo barzelletta non è, si completa coi nostri caccia, sì i nostri carissimi (in tutti i sensi) caccia, che abbattono un drone ucraino sui cieli della Lettonia (su questa mappa non è visualizzabile la Lettonia tanto è lontana dall'Italia) facendo tra l'altro un favore a Mosca che formalmente è un nostro acerrimo nemico (o almeno, così ci hanno detto quelli che dicono dobbiamo vivere di turismo).
Nel dramma possiamo ridere e chiederci questo drone ucraino/NATO cosa ci facesse lì, nel senso: ha sorvolato da Bielorussia? (con cui Kiev ha da tempo rapporti pessimi) oppure ha sorvolato Polonia e Lituania? (sarebbe un grave coinvolgimento di questi paesi ad attacchi poi destinati a infrastrutture civili russe) oppure i droni ucraini talvolta partono proprio dalla Lettonia? (e qui saremmo di fronte al diretto coinvolgimento bellico di Riga). L'ultima ipotesi è che sia stato respinto dai sistemi informatici russi e stesse finendo per andare a sbattere in Lettonia.
Insomma, tra una risata e l'altra viaggiamo sul Titanic con l'orchestrina che suona.
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