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15 agosto 2026
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Colombia: Petro contesta crescente presenza israeliana
di Vitoria Sobral

L'ex presidente colombiano Gustavo Petro ha messo in dubbio la natura di una delegazione israeliana di ricerca e soccorso inviata in Colombia dopo il terremoto, suggerendo che la presenza di personale israeliano potrebbe rappresentare qualcosa di ben diverso da una missione umanitaria qualora fossero arrivati ​​armati anziché con attrezzature mediche e di soccorso.

In un post su X pubblicato oggi, Petro ha affermato – secondo una traduzione della sua dichiarazione – che se i soldati israeliani giunti in Colombia avessero portato con sé armi invece di medicinali e materiali per il soccorso alla popolazione, "allora ci troveremmo di fronte a un inganno". Petro ha inoltre definito tale scenario come una potenziale occupazione militare del territorio colombiano, sostenendo che l'ingresso di personale israeliano armato richiederebbe l'autorizzazione del Senato della Colombia.

Le sue parole giungevano in risposta a un post dell'account colombiano HELIODOPTERO riguardante l'arrivo di personale israeliano nel Paese. La delegazione israeliana, guidata dal comando delle Forze di Occupazione Israeliane (IOF), è stata inviata in seguito al terremoto che ha colpito la Colombia; le autorità israeliane l'hanno descritta come una missione congiunta di ricerca e soccorso e di "aiuti umanitari". Secondo quanto riportato dal Times of Israel, la delegazione è partita alla volta della Colombia dalla base aerea di Nevatim subito dopo il disastro.

L'evento è particolarmente significativo poiché avviene poco dopo un importante cambiamento nella politica estera colombiana sotto la presidenza di Abelardo de la Espriella, succeduto a Petro, il quale si è mosso rapidamente per ripristinare i legami con Israele e rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti.

De la Espriella ha annunciato l'intenzione di ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele, potenziare la cooperazione in materia di sicurezza e intelligence e riconoscere la sovranità israeliana sulle Alture del Golan siriane occupate. La sua amministrazione ha inoltre avviato una cooperazione militare più stretta con Washington, consentendo anche operazioni militari statunitensi sul territorio colombiano. Questa svolta rappresenta un netto cambiamento di rotta rispetto alla politica estera di Petro, che aveva posto la Palestina e l'opposizione alle operazioni militari israeliane al centro dell'agenda internazionale della Colombia.

Le recenti dichiarazioni di Petro sono coerenti con le critiche che da tempo egli muove all'influenza militare, politica e in materia di sicurezza esercitata da Israele in Colombia.

La Colombia e Israele hanno mantenuto per decenni ampi legami in ambito militare e di sicurezza; le forze colombiane hanno acquisito velivoli, fucili, missili, droni e sistemi di intelligence di fabbricazione israeliana. La tecnologia di difesa israeliana si è integrata profondamente nell'infrastruttura militare colombiana, comprese le attrezzature impiegate nelle operazioni contro gruppi armati e organizzazioni dedite al traffico di droga. Tale relazione è andata rapidamente deteriorandosi dopo l'insediamento di Petro e l'intensificarsi delle sue critiche al genocidio perpetrato da Israele contro i palestinesi a Gaza.

Nell'ottobre 2023, Petro ha suscitato una dura reazione da parte dei funzionari israeliani dopo aver paragonato le azioni militari israeliane a Gaza a quelle della Germania nazista. Successivamente, Israele ha sospeso le esportazioni militari verso la Colombia, evidenziando ulteriormente quanto l'apparato di sicurezza del Paese fosse divenuto dipendente dalle attrezzature e dai servizi di manutenzione israeliani.

Nel maggio 2024, Petro ha annunciato l'interruzione delle relazioni diplomatiche della Colombia con Israele, definendo l'offensiva israeliana a Gaza un genocidio. Tale decisione ha reso la Colombia uno dei principali governi latinoamericani ad adottare una misura di questo tipo. L'opposizione di Petro a Israele è andata ben oltre il conflitto di Gaza; il leader colombiano ha più volte messo in guardia contro le influenze militari straniere e l'uso di partenariati per la sicurezza volti a promuovere interessi geopolitici in America Latina.

Petro ha inoltre fatto della Colombia una voce guida in America Latina negli sforzi per chiamare Israele a rispondere delle proprie azioni in Palestina. Nel 2025, Bogotà ha ospitato una riunione d'emergenza del "Gruppo dell'Aia"; in tale occasione, Petro ha dichiarato che i Paesi partecipanti avrebbero lavorato per contrastare quello che ha definito un sistema di impunità attorno alle violazioni del diritto internazionale e dei diritti dei palestinesi. Il suo governo ha inoltre espulso i diplomatici israeliani nel 2025, in seguito all'intercettazione da parte di Israele della "Global Sumud Flotilla".

L'arrivo della delegazione di soccorso israeliana avviene sullo sfondo di questo drastico cambiamento di rotta politica. Mentre Petro aveva cercato di allontanare la Colombia dalle strutture militari e di sicurezza israeliane, De la Espriella si è mosso per ripristinarle. La sua amministrazione si è al contempo allineata più strettamente a Washington, aderendo all'iniziativa "Shield of the Americas" (Scudo delle Americhe), guidata dagli Stati Uniti, e autorizzando operazioni militari congiunte sul territorio colombiano.

Per Petro, la questione non è dunque semplicemente se Israele stia fornendo assistenza in occasione di un disastro naturale, ma se ciò possa trasformarsi in un canale per un rinnovato coinvolgimento militare e di sicurezza israeliano in Colombia, in un momento in cui il nuovo governo del Paese sta rapidamente ricostruendo i legami con Tel Aviv.

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