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Palestinesi: 72% contro disarmo di Hamas prima che Israele si ritiri da Gaza
di Leandro Leggeri
Oltre il 70% dei palestinesi si oppone al disarmo di Hamas prima del completo ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. È quanto emerge da un nuovo sondaggio del Palestinian Center for Policy and Survey Research (PCPSR), riportato da Middle East Eye.
Secondo l'indagine, il 72% degli intervistati ritiene che, qualora Hamas consegnasse le proprie armi, Israele potrebbe riprendere le operazioni militari nella Striscia e rifiutarsi di completare il ritiro. Solo il 30% si aspetta invece che prevalga la calma, che il National Committee for the Administration of Gaza assuma il controllo dell'enclave e che possa iniziare la ricostruzione.
Il rifiuto del disarmo non si traduce però in un sostegno generalizzato all'attuale classe dirigente palestinese. Il 79% degli intervistati chiede infatti le dimissioni del presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, l'83% ritiene che vi sia corruzione nelle istituzioni della PA e il 65% considera l'Autorità Palestinese più un peso che una conquista nazionale.
Marwan Barghouti, detenuto nelle carceri israeliane da oltre vent'anni, emerge come il candidato più popolare per la successione ad Abbas. In un'ipotetica elezione presidenziale tra gli elettori intenzionati a votare otterrebbe il 54%, contro il 26% del dirigente di Hamas Khalil al-Hayya e il 14% dello stesso Abbas.
Forte anche la sfiducia nei confronti del piano statunitense per Gaza: soltanto il 24% dichiara di avere fiducia nel Board of Peace sostenuto dagli Stati Uniti, mentre il 66% afferma di non fidarsene.
In Cisgiordania occupata, intanto, l'87% degli intervistati teme che l'espansione delle colonie e degli avamposti israeliani possa portare alla perdita della propria casa o delle proprie terre. Il 76% dei palestinesi afferma inoltre che sé stesso e la propria famiglia non si sentono al sicuro.
Nonostante la devastazione della Striscia e l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, il 43% indica ancora come principale priorità nazionale il completo ritiro israeliano entro i confini del 1967 e la costituzione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale.
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