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Processo preventivo a Ranucci
di Goffredo D'Antona
Della vicenda attentato Lavitola Ranucci, la cosa che mi ha più colpito è la crocifissione immediata in piazza e senza appello del conduttore di Report.
Crocifissione non solo da parte di tutti quelli sputtanati da Report in questi anni, ma anche da parte di soggetti che si professano democratici e progressisti (i radical chic, per capirci).
Allo stato Ranucci è persona offesa in un attentato. Ovviamente le cose possono cambiare e ognuno potrà farsi la propria idea magari con le carte processuali (e non per sentito dire).
La nostra società è talmente malata che se subisci un attentato, una violenza sessuale, un abuso, devi sempre dimostrare di non esserne tu l’autore, o di non aver fatto nulla per subire violenze e abusi.
Leggo post di condanna da social basati su ricostruzioni che allo stato non hanno un minimo riscontro certo, vedo tanti esperti di esplosivi dei tempi di miccia, leggo di intercettazioni che difficilmente (conoscendo un minimo ma proprio un minimo di processi penali) possono avere un minimo di certezza.
Ma il bello ormai è questo. Bisogna per forza esprimere una idea, magari basata sul nulla, perché fa figo attaccare “l’importante che cade“.
Ranucci non è un mio amico, e non sono un fan di Report (chi mi conosce sa che vedo poca tv) e non è mio compito difenderlo (anche perché non saprei da cosa o da chi forse da chi ieri lo idolatrava).
Rimango solo fastidiosamente stupito dalla velocità dei giudizi, dalla facilità con le quali si annienta una persona (per esempio Ranucci ha subito circa 200 querele in questi anni e non so se mia stato condannato).
Tutto molto bello.
* Avvocato penalista.
 
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