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13 agosto 2026
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Libano elimina pena di morte e approva amnistia
di Leandro Leggeri

LIBANO, APPROVATA L’AMNISTIA GENERALE: VIA LIBERA AL RITORNO DI ALCUNE FAMIGLIE FUGGITE IN ISRAELE, ESCLUSI GLI EX MEMBRI DELL’SLA

Il Parlamento libanese ha approvato mercoledì una controversa legge di amnistia generale, il giorno dopo il voto con cui i deputati avevano abolito formalmente la pena di morte.

Il provvedimento sostituisce le condanne capitali con pene detentive fino a 28 anni, riduce gli ergastoli e altre pene e consentirà la liberazione di alcune categorie di detenuti, compresi alcuni condannati per reati legati alla militanza armata e alla droga.

Restano tuttavia esclusi dall’amnistia numerosi reati gravi, tra cui omicidio premeditato, stupro, tratta di esseri umani, corruzione, tradimento e spionaggio. Sono inoltre esclusi i recidivi per droga e i cittadini libanesi condannati per collaborazione con Israele.

Particolare attenzione ha suscitato la questione dei libanesi fuggiti in Israele dopo il ritiro israeliano dal Libano meridionale nel 2000 e il collasso dell’Esercito del Libano del Sud (SLA), milizia libanese alleata di Israele durante l’occupazione.

Contrariamente ad alcune interpretazioni circolate nelle ultime ore, la nuova normativa non concede un’amnistia generalizzata agli ex combattenti dell’SLA.

Secondo la formulazione riportata dai media libanesi e arabi, potranno rientrare in Libano i cittadini attualmente residenti in Israele che non abbiano fatto parte dell’SLA e che non siano stati condannati, a condizione di rinunciare all’eventuale cittadinanza israeliana. La misura riguarda quindi soprattutto familiari e civili fuggiti insieme agli ex miliziani nel 2000.

L’esclusione degli ex combattenti è stata contestata dalla stessa associazione delle famiglie degli ex membri dell’SLA residenti in Israele, che ha chiesto una normativa specifica che permetta anche a loro di tornare in Libano.

Il provvedimento riapre così un dossier irrisolto da oltre venticinque anni. Già nel 2011 il Parlamento aveva approvato una legge per consentire il ritorno di parte dei libanesi rifugiatisi in Israele dopo il 2000, ma la sua applicazione era rimasta bloccata dalle divisioni politiche interne.

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