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Cisgiordania: Israele riapre insediamento illegale
di Franca Rissi
Giovedì, Israele ha ufficialmente ristabilito l'insediamento illegale di Ganim nella Cisgiordania occupata, resuscitando una colonia smantellata più di vent'anni fa, mentre l'amministrazione Netanyahu intensifica la sua spinta per consolidare il controllo israeliano permanente sui territori palestinesi.
La mossa annulla in parte il disimpegno del 2005, attuato sotto l'ex Primo Ministro Ariel Sharon, quando Ganim e altri tre insediamenti nella Cisgiordania settentrionale furono evacuati.
Più che un'espansione temporanea, la rinascita di Ganim riflette una più ampia politica israeliana volta ad annullare i precedenti ritiri, ad espandere la presenza dei coloni e a frammentare ulteriormente il territorio palestinese.
La costruzione è avanzata rapidamente. Circa una ventina di case prefabbricate sono già state collocate sul sito, mentre bulldozer e altri macchinari pesanti stanno preparando ulteriore terreno per la costruzione di nuovi insediamenti.
Il Ministro della Guerra israeliano Israel Katz è arrivato in elicottero alla cerimonia di giovedì, cogliendo l'occasione per affermare esplicitamente il possesso permanente israeliano dei territori palestinesi occupati.
"Questa è la Terra d'Israele. Qui resteremo per sempre", ha detto Katz.
Yossi Dagan, capo dell'autorità israeliana per gli insediamenti nella Cisgiordania settentrionale, ha lanciato un messaggio altrettanto esplicito.
"L'era degli sgomberi è finita: da qui si costruisce soltanto", ha dichiarato Dagan.
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