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11 agosto 2026
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WSJ: Iran si prepara a lunga guerra con gli USA
di Leandro Leggeri

MOJTABA KHAMENEI RIDISEGNA I VERTICI DELLA SICUREZZA IRANIANA: TEHERAN SI PREPARA A UN CONFRONTO PROLUNGATO CON GLI STATI UNITI

Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha avviato il più importante rimpasto ai vertici dell'apparato di sicurezza della Repubblica Islamica dall'inizio del suo mandato, nominando alcune figure di grande esperienza provenienti dai Pasdaran e dall'establishment politico-militare iraniano. Secondo un'analisi di Benoit Faucon pubblicata sul Wall Street Journal, le scelte segnalerebbero la volontà di Teheran di mantenere una linea dura nel confronto con l'amministrazione Trump.

La nomina politicamente più rilevante è quella di Mohsen Rezaei a segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Settantunenne ed ex comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione dal 1981 al 1997, Rezaei è una delle figure più esperte dell'apparato politico-militare iraniano. Khamenei lo ha inoltre nominato proprio rappresentante personale all'interno dello stesso Consiglio, rafforzandone ulteriormente il peso nelle decisioni strategiche.

Rezaei prende il posto di Mohammad Bagher Zolghadr e arriva alla guida dell'organismo responsabile delle principali decisioni militari e diplomatiche in una fase particolarmente delicata. Il Consiglio sta infatti discutendo le condizioni di un possibile accordo sullo Stretto di Hormuz, mentre all'interno dell'establishment iraniano sarebbero emerse divergenze sulla linea da adottare nei confronti di Washington. Secondo l'analista Sina Toossi, citato dal Wall Street Journal, la scelta di Rezaei potrebbe rispondere proprio alla necessità di una personalità abbastanza autorevole da costruire un consenso tra governo e apparato di sicurezza.

Le altre nomine vanno nella stessa direzione. Il generale Ahmad Vahidi è stato posto alla guida dei Guardiani della Rivoluzione, mentre Hossein Taeb è stato nominato comandante dei Basij. Entrambi sono esponenti di lungo corso dell'apparato di sicurezza iraniano. Altri quattro comandanti sono stati inoltre nominati lunedì, compreso il nuovo responsabile della marina dei Pasdaran, che svolge un ruolo centrale nelle operazioni iraniane nello Stretto di Hormuz.

Il profilo di Rezaei è tuttavia più complesso di quello di un semplice esponente della linea dura. Negli ultimi decenni è stato considerato anche parte dell'ala conservatrice pragmatica della Repubblica Islamica e in passato si era mostrato disponibile a forme limitate di dialogo con l'Occidente. Dall'inizio della guerra, però, il suo linguaggio è diventato nettamente più duro: ha attaccato personalmente Trump e ha escluso l'apertura di qualsiasi corridoio attraverso Hormuz che non rimanga sotto controllo iraniano.

È proprio questa combinazione di esperienza militare, capacità di mediazione interna e fermezza nei confronti di Washington a rendere particolarmente significativa la sua promozione. Dopo l'eliminazione di gran parte della precedente generazione di vertici militari e della sicurezza durante gli attacchi statunitensi e israeliani iniziati il 28 febbraio, Mojtaba Khamenei sta progressivamente costruendo una propria squadra dirigente.

La lettura proposta dal Wall Street Journal è quindi quella di un sistema iraniano che non sembra prepararsi a una rapida normalizzazione dei rapporti con Washington. Al contrario, le nuove nomine suggeriscono che Teheran stia organizzando la propria catena decisionale nella prospettiva che il confronto con gli Stati Uniti — dal programma nucleare allo Stretto di Hormuz — possa continuare ancora per mesi, se non per anni.

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