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Remigratevi
di Soumaila Diawara
No, non è un film hollywoodiano. È la realtà dei nazionalisti di “Futuro Nazionale”.
Sono andati a Lucerna con un gazebo a fare propaganda per la “remigrazione”. E, guarda caso, la prima persona con cui hanno deciso di confrontarsi è stata un ragazzo nero, svizzero.
Cioè: cittadino svizzero.
Ma nella loro concezione del mondo, se hai la pelle nera non puoi essere europeo. Per loro resterai sempre “uno straniero”.
Poi arriva il capolavoro.
Vanno in Svizzera, un Paese che non è il loro, a predicare la “remigrazione” e finiscono per dire a un cittadino svizzero che dovrebbe tornare a casa.
Dove? In Svizzera, naturalmente.
Il ragazzo glielo ha ricordato: se venite qui a parlare di remigrazione, siete voi a dover tornare in Italia a fare la vostra propaganda.
Ma il paradosso deve ancora arrivare.
Mentre vanno in Svizzera a urlare “remigrazione”, sostenendo che gli stranieri dovrebbero tornare a casa propria, chiedono anche i voti dei circa 250.000 italiani residenti in Svizzera.
Avete capito?
Gli italiani emigrati in Svizzera vanno benissimo quando servono i loro voti. Gli stranieri, invece, dovrebbero “tornare a casa”.
La coerenza, questa sconosciuta.
Domanda: ma ci stanno davvero con la testa?
Andare all’estero a predicare che ognuno debba stare “a casa propria”, mentre si cercano consensi proprio tra gli emigrati italiani che vivono all’estero, è un livello di ipocrisia notevole.
E soprattutto: quel ragazzo è svizzero. Non è un ospite, non è un clandestino e non deve dimostrare di essere europeo. È semplicemente un cittadino svizzero nero.
Forse sarebbe il caso di ricordare che l’identità europea non si misura dal colore della pelle.
E se davvero credi che ognuno debba “tornare a casa propria”, prima di indicare la porta agli altri, assicurati almeno di sapere qual è la tua.
Perché andare in Svizzera a spiegare agli svizzeri chi dovrebbe andarsene e poi chiedere i voti agli italiani che vivono lì è una contraddizione enorme.
E questo dice molto più della loro propaganda di quanto pensassero già.
La “remigrazione” è iniziata proprio male: sono andati a esportarla e si sono ritrovati davanti uno svizzero che ha ricordato loro dove si trova casa loro.
 
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