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Gli ex falchi che non abbiamo capito
di Francesco Dall'Aglio *
Vale la pena leggere la lunga intervista a Robert Kagan pubblicata su Responsible Statecraft.
Perché una delle cose che ci chiediamo spesso noi gente normale, noi che in ambito lavorativo o sociale siamo prima o poi chiamati a dare conto delle fesserie che eventualmente diciamo, è come farà questa gente che ci ha portato in guerra con mezzo mondo a far finta di niente ora che tutto ci sta scoppiando in faccia.
Perderanno credibilità, ovviamente, perderanno finanziamenti, prestigio, verranno licenziati e spernacchiati da chiunque, come meritano?
Ma niente affatto. Faranno come Kagan, uno che predica la necessità, per non dire la santità, delle guerre americane dal tempo dei contras e che nell’intervista ci dice che non è vero niente, che siamo noi che non abbiamo capito, che lui non è mai stato né un falco né un neo-con ma è sempre stato un liberal, e lo sillaba pure, ‟lib-er-al”.
Lui per i neo-con ha solo lavorato, mica ha mai condiviso le loro idee.
E comunque Saddam Hussein era pericoloso e sì, ci sono stati un sacco di morti (si riferisce ai militari statunitensi, mica ai civili iracheni) ma in dieci anni, in più di dieci anni.
E sì, qualche errore è stato fatto, forse, in un certo senso, ma qual è l’alternativa? Senza le guerre degli USA, pure quelle che vanno a finire male, le cose vanno peggio.
È una lettura affascinante, anche perché riesce a parlare solo ed esclusivamente di Iran, mai di Ucraina o di Cina.
E anche da lì ne usciranno allo stesso modo: noi non abbiamo capito niente, loro certe cose non le hanno mai pensate ma comunque erano giuste.
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