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04 agosto 2026
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Marocco, USA e Israele: autostrada di Trump e sfruttamento del Sahara
di Leandro Leggeri

Un'inchiesta pubblicata da The Cradle ricostruisce i legami politici ed economici che, secondo la testata, collegherebbero il riconoscimento statunitense della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, la normalizzazione delle relazioni tra Marocco e Israele e lo sfruttamento delle ricche riserve di fosfati del territorio conteso.

Al centro dell'articolo vi è la strada lunga oltre 1.000 chilometri che attraversa il Sahara Occidentale occupato e che, secondo quanto annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, porterà il suo nome. Secondo The Cradle, questa infrastruttura collega il giacimento di Bou Craa, il porto di El-Aaiun e altre aree strategiche, facilitando l'esportazione dei fosfati estratti nel territorio.

L'inchiesta ricorda che nel dicembre 2020 gli Stati Uniti riconobbero la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale nell'ambito degli Accordi di Abramo, in cambio della normalizzazione delle relazioni tra Rabat e Israele. Nel 2023 anche Israele ha riconosciuto la posizione marocchina sul territorio.

Secondo la ricostruzione, il giacimento di Bou Craa rappresenta una delle principali fonti di esportazione dell'OCP, il colosso statale marocchino dei fosfati.

L'articolo richiama inoltre il parere del consulente giuridico delle Nazioni Unite del 2002, secondo cui lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale in contrasto con la volontà del popolo sahrawi sarebbe incompatibile con il diritto internazionale, nonché una sentenza di un tribunale sudafricano del 2018 relativa a un carico di fosfati proveniente dal territorio.

L'inchiesta sostiene inoltre che, dopo la sospensione dei dazi statunitensi sui fertilizzanti marocchini decisa dall'amministrazione Trump nel contesto della crisi delle forniture internazionali, le esportazioni verso gli Stati Uniti abbiano ricevuto un forte impulso.

Infine, The Cradle evidenzia il ruolo della holding reale Al Mada e della sua controllata energetica Nareva, affermando che gli impianti eolici riconducibili alla monarchia fornirebbero l'energia necessaria alle attività estrattive di Bou Craa, creando un intreccio tra interessi statali, economici e della famiglia reale marocchina.

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