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Il diritto di bombardare la pace
di Edoardo Morello
Rileggo la notizia tre volte, perché certe frasi bisogna rileggerle bene per crederci. Israele ha comunicato al 𝘽𝙤𝙖𝙧𝙙 𝙤𝙛 𝙋𝙚𝙖𝙘𝙚 che intende 𝘮𝘢𝘯𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘳𝘦 anche le aree di Gaza destinate alla forza internazionale di stabilizzazione.
Lo scrive 𝙃𝙖𝙖𝙧𝙚𝙩𝙯, giornale israeliano, mica un volantino di propaganda.
Ma porcaccio etc.... Una pace in cui uno dei belligeranti si riserva per iscritto il diritto di bombardare le zone affidate ai garanti della pace stessa. Non è un paradosso, è una presa in giro travestita da programma.
E non basta: niente 𝙌𝙖𝙩𝙖𝙧 e niente 𝙏𝙪𝙧𝙘𝙝𝙞𝙖 nella verifica della tabella di marcia, cioè via dal tavolo proprio i due mediatori che una leva su Hamas ce l'hanno davvero. E le armi confiscate vanno distrutte, subito, mentre le proprie restano puntate sulle macerie.
Quale governo manderà i suoi soldati in un'area che un altro esercito dichiara bersaglio legittimo? Nessuno, e lo sanno benissimo.
È questo il punto: svuotare la missione prima ancora che nasca, tenersi le mani libere e chiamarlo processo di pace.
Intanto 𝙏𝙝𝙚 𝙂𝙪𝙖𝙧𝙙𝙞𝙖𝙣 rivela che lo stesso 𝘽𝙤𝙖𝙧𝙙 lavora a uno scudo legale per i propri funzionari, militari e contractor: immunità preventiva per chi amministra, nemmeno un tribunale a cui bussare per chi sotto quelle bombe ci vive.
Ottant'anni di diritto internazionale ridotti a una clausola in calce.
La chiamano tabella di marcia. Verso dove, lo stiamo vedendo tutti.
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𝘍𝘰𝘯𝘵𝘪: 𝘏𝘢𝘢𝘳𝘦𝘵𝘻, 𝘚𝘬𝘺 𝘛𝘎24, 𝘛𝘩𝘦 𝘎𝘶𝘢𝘳𝘥𝘪𝘢𝘯
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