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UE: il re è nudo
di Elisa Fontana *
Martedì l’Europa si riunirà per discutere dell’emergenza migranti, dopo l’invasione molto spontanea di Ceuta da parte di 60 mila marocchini durata 24 ore e 130 fra morti e dispersi.
Naturalmente l’asse che vuole l’Europa fortezza inespugnabile sarà pronta a mostrare i denti, guidata dalla nostra capo popolo che ci tiene ad essere la leader della banda tentando in tal modo di riacquistare punti agli occhi del suo idolo, quel Donald che l’ha malamente rampognata e sbertucciata in mondovisione.
E’ facile pronosticare che si tenterà un vero e proprio processo a Pedro Sanchez e alla sua politica migratoria, che non ha causato nessuna invasione, ma una spinta significativa al pil spagnolo, ma che è il bersaglio politico di Israele, USA e mondo Maga, nell’adesione imbesuita praticamente di tutti i leader europei.
Ma se fossi in Sanchez approfitterei dell’occasione, dopo aver parlato di migrazioni, di far fare ai cari convenuti la figura che meritano, cioè quella dei sepolcri imbiancati.
Perché, mentre con la complicità di tutti si monta un caso eclatante ed epocale sul nulla, arrivando persino alla sfrontata pagliacciata di sospendere Schengen per un mese e additando Sanchez come colpevole di tutti i mali del mondo, non una sillaba non un fiato è stato emesso da questi rodomonti della domenica su quella emergenza climatica che sta cucinando ininterrottamente tutta l’Europa, Italia compresa dalla fine di maggio.
L’emergenza è sotto gli occhi di tutti, i morti per il caldo sono aumentati, incendi immensi e fuori controllo hanno devastato Francia e Spagna, il Po è in secca e tutto il nord italiano è in emergenza idrica, i ghiacciai si sciolgono, la neve estiva alle alte quote delle Alpi è ormai un ricordo, ma per questi sciagurati che ci è toccato in sorte di avere come classe politica europea l’unica emergenza certificata è quella migratoria, sostenuti da un circo mediatico più indecente di loro e da interessi opachi e sfuggenti, ma gonfi di risorse finanziarie a gogò.
Ecco, sarebbe davvero il momento perfetto perché qualcuno dotato di schiena dritta si alzasse e chiedesse conto della colpevole, reiterata e totale indifferenza verso il cambiamento climatico e inchiodasse pubblicamente alle proprie responsabilità la peggiore classe politica europea dalla sua fondazione.
Lo potrebbe tranquillamente fare forte dall’aver investito da tempo e con intelligenza nelle energie rinnovabili che fanno della Spagna un esempio in tutta quella Europa che non intende decarbonizzare e che si fa dettare l’agenda dai grandi gruppi economici e dai fondi internazionali che hanno come solo orizzonte praticabile il profitto ad ogni costo.
Alfiera di questa ala è, come al solito, la nostra ineffabile Meloni sempre pronta a combattere là dove c’è una battaglia di retroguardia, che fin dal primo giorno sta lottando in Europa per cancellare il sistema degli ETS, l’unica, timida insufficiente misura della UE sulla strada della transizione verde entro il 2050, cioè quando saremo tutti tranquillamente arrostiti.
Ecco, martedì sarebbe l’occasione perfetta per mettere politicamente in mutande tutti questi ipocriti difensori di confini più farlocchi di loro stessi e totalmente smemorati del vero, ineluttabile pericolo che sta correndo non solo l’Europa, ma tutto il genere umano. Porre senza imbarazzi il bivio fra la becera propaganda e le emergenze vere.
Proposta troppo radicale? Forse, ma è arrivato il momento di essere radicali, dopo aver trascorso 80 anni a dirci che tutto andava bene, madama la marchesa. Perché si possono usare i migranti come un’arma, ma la vera arma letale ce l’abbiamo tutti puntata alla tempia, mentre ci raccontano della famiglia del bosco, della difesa sempre legittima, mentre chiudiamo confini inesistenti.
Il momento di alzarsi in piedi è arrivato, perché i risultati di tanta cecità sono sotto gli occhi di tutti, se si vuol vedere.
*Coordinatrice Commissione Politica e Questione Morale dell'Osservatorio
 
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