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Adottare un minore richiede coinvolgimento quotidiano
di Maria Laura Villani *
Mi infastidisce molto la pubblicità di nota organizzazione internazionale che anche tramite l'immagine di una testimonial famosa promuove l'"adozione a distanza" di bambini sfortunati soprattutto verso l'Africa.
L'attrice parla tenendo in braccio un bambino che disegna, facendo implicitamente capire che sarà una vera adozione che però comporta il minimo sforzo di mandare soldi e riceverne gratitudine sotto forma di disegni, lettere e fotografie: ed ecco che il senso di colpa del privilegiato occidentale si placa per un po'.
Spiace ma questa NON E' in alcun modo "adozione": l'adozione richiede impegno diretto, accoglienza di un minore in casa propria, responsabilità.
Almeno chiamiamo le cose con il loro nome: sostegno a distanza, contributo, regalo, ecc.
In un mondo ormai costruito su informazioni fuorvianti, che almeno i termini giusti siano ben impiegati.
* Psicologa, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio
 
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