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29 luglio 2026
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Rischi del mestiere
di Rita Newton

Fino a qui non l'ho scritto ma a questo punto lo scrivo.

Le rapine sono, da che mondo è mondo, un rischio conosciuto per chi tratta merci di alto valore, a tutte le latitudini.

Ma ci sono entrate economiche che compensano questi rischi e assicurazioni per coprire i danni.

Un po' come avviene per gli armatori. Non tutti coloro che hanno molto denaro scelgono di investirlo in una impresa di trasporti navali anche perché ne considerano i rischi, tuttavia compensati da elevati guadagni.

C'é chi investe, ad esempio, in cultura, come gli editori o la famiglia Stanford che usò la ricchezza derivante dall'attività ferroviaria per costruire l'Università omonima. E la cultura purtroppo nessuno vuol rapinarla.

A differenza di tanti che guardano agli imprenditori con astio, sono consapevole del fatto che fare impresa non sia una passeggiata, perché ci sono responsabilità che non fanno dormire la notte e rischi d'impresa (ad es per gli investimenti in merce e macchinari senza certezza di un ricavo o per i posti di lavoro da mantenere, se sei etico e umano), quindi la mia non è faciloneria. Ma ogni attività che si sceglie di fare presenta pro e contro che sono noti prima.

Molti altri invece non hanno scelta.

Gli impiegati di banca, ad esempio, corrono rischi di rapina tutti i giorni anche se il loro stipendio non è al livello dei guadagni del banchiere.

E gli operai edili li corrono anche se non guadagnano quanto l'impresario.

E le FFOO, che rischiano magari la vita per tutelare vite e beni di imprenditori vari ma per paghe da fame?

Leggo che Roggero lavorava da una vita onestamente. E tutti costoro?

E il personale sanitario a contatto con malattie, e gli operai che lavorano con l'alta tensione o in ambienti nocivi per quattro soldi? Nessuno li cita?

In definitiva, non solo i ladri hanno i rischi del mestiere e li devono accettare, come leggo in questi giorni da più parti, anche chi gestisce un'impresa in cui circolano grandi capitali o che tratta merci pregiate li conosce prima e li deve accettare, a prescindere dal patto sociale che carica sullo Stato la responsabilità della sicurezza di tutti.

(Mi auguro che nessuno arguisca che io sia dalla parte dei criminali. Noi dell'Osservatorio combattiamo sia la criminalità organizzata che quella dei colletti bianchi, rischiando in prima persona. Ma lo sapevamo prima, quindi quando sono accaduti episodi critici non ci siamo meravigliati o lamentati, perché avevamo accettato il rischio consapevolmente, pur senza guadagnarci nulla. Se del caso, abbiamo semplicemente denunciato).


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Dossier diritti

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