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Accise: la montagna ha partorito il topolino
di Elisa Fontana
Il governo ha varato lo strombazzato taglio delle accise per combattere l’impennata incontrastata dei prezzi del carburante.
Come tutti i regimi che si basano solo ed esclusivamente sulla propaganda ha dovuto sbattere il naso contro la realtà. Non ci sono soldi in cassa che possano permettere un provvedimento vantaggioso dal punto di vista propagandistico e spendibile in vista della campagna elettorale. Il provvedimento preso è davvero ridicolo, uno sconto di cui nessuno alla pompa si accorgerà, per pochi giorni e solo per il gasolio.
Dietro questo provvedimento-barzelletta c’è stata anche una discreta zuffa fra gli alleati di governo, con Meloni che spingeva per un aumento delle sigarette che le avrebbe dato più margine di manovra e Salvini e Tajani contrarissimi.
Alla fine, visto che il caso Roggero pian piano scoloriva e non c’era nessuna chiamata alle armi in vista da cavalcare, Meloni ha dovuto cedere e dare il via libera al topolino partorito dalla montagna.
Ma come tutti i regimi che si basano esclusivamente sulla propaganda, non potendo inscenare un simpatico sketch dal benzinaio contro le accise, Meloni, però, non si è sottratta alla consueta dose di propaganda sui social con un pronto post autolaudativo, in cui ammette che il provvedimento preso non risolverà la situazione, ma sottolinea che le tensioni internazionali stanno facendo salire il prezzo dei carburanti.
Le tensioni internazionali, evidentemente cadute fra capo e collo su di noi dalla Via Lattea, orfane di un padre, orbate da una chiara genealogia. Tensioni internazionali trovatelle, messe nella ruota degli esposti, abbandonate senza padre né madre, né zie putative. D’altronde come fai a dire che le tensioni internazionali sono figlie dirette della pazzia del tuo idolo che hai idolatrato senza ritegno e senza limiti?
E ancora “Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire…”. No, certo, non l’hai determinato tu, ma vogliamo dire chi è il colpevole? Vogliamo dire che se non ti avesse sbertucciata in mondovisione e in malo modo saremmo fermi al “Non condivido e non condanno… perché non dispongo degli elementi necessari per assumere una posizione”?
Ecco, mentre Giorgina scriveva questo post surreale, il callido Tajani cinguettava a favor di telecamere illustrando la prossima finanziaria “meno tasse, meno tasse, meno tasse” per tre volte, forse per convincere per primo se stesso, temendo magari un taglio alle tasse di una decina di centesimi.
Che carro di Tespi ci è toccato in sorte, ma quello almeno era un teatro ambulante, questi qui sono stanziali e ben incollati alle poltrone, ahimè.
 
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