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Cani e gatti a Gaza
di Emma Buonvino
Cani e gatti possono nutrirsi di resti umani?
Sì.
I cani, essendo opportunisti, possono consumare tessuti umani se non trovano altre fonti di cibo.
Anche i gatti, soprattutto se inselvatichiti e affamati, possono farlo, anche se è molto meno frequente rispetto ai cani.
In situazioni estreme, come assedi o bombardamenti prolungati, la fame può modificare il comportamento alimentare degli animali.
Questo fenomeno è stato osservato in vari conflitti e disastri naturali.
Possono trasmettere malattie agli esseri umani?
Sì, ma non perché abbiano mangiato un cadavere in sé. Il rischio deriva dal fatto che possono contaminarsi con microrganismi presenti nei tessuti o nell'ambiente e poi diffonderli.
Le principali infezioni di cui ci si preoccupa sono:
Leptospirosi, trasmessa soprattutto attraverso l'urina di cani e ratti contaminati.
Salmonellosi.
Campylobacteriosi.
Alcuni ceppi di Escherichia coli.
Clostridium perfringens, responsabile di gravi infezioni dei tessuti.
In presenza di ferite contaminate, anche il tetano (non trasmesso direttamente dall'animale, ma favorito dall'ambiente contaminato).
Qual è il ruolo di cani e gatti?
Più che essere un pericolo diretto, possono:
trasportare materiale biologico sul pelo o nella bocca;
contaminare acqua e cibo;
attirare altri animali infestanti.
Il rischio maggiore, però, sono i ratti.
Nelle guerre il problema sanitario più importante è spesso l'aumento dei roditori.
I ratti possono trasmettere numerose malattie, tra cui:
Leptospirosi;
Tifo murino;
Hantavirus (in alcune aree del mondo);
Salmonellosi;
Peste, in alcune regioni dove è ancora presente, attraverso le pulci.
I cadaveri causano epidemie?
Contrariamente a un'idea molto diffusa, i cadaveri delle persone morte per traumi (esplosioni, crolli, ferite) raramente sono la causa diretta di epidemie. L'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Comitato Internazionale della Croce Rossa spiegano che il rischio è generalmente basso, a meno che le persone non siano morte per malattie infettive come colera, Ebola o altre infezioni altamente contagiose.
Nelle guerre, le epidemie sono molto più spesso dovute a:
distruzione delle reti idriche;
accumulo di rifiuti;
sovraffollamento;
malnutrizione;
proliferazione di ratti, mosche e zanzare;
collasso dei servizi sanitari.
Per questo motivo, in contesti come Gaza, Sudan o altri teatri di guerra, le autorità sanitarie pongono grande attenzione sia al recupero dei corpi sia al controllo degli animali randagi e dei roditori, insieme alla fornitura di acqua potabile e servizi igienici.
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