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29 luglio 2026
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L'ora più buia
di Rossella Ahmad

Un proverbio dice che l'ora più buia è quella che precede l'alba. Non so se sia vero e, soprattutto, non so se sia questa, l'ora più buia. Potrebbe essere che il nostro precipitare nelle tenebre sia appena cominciato, ad esempio.

Fatto sta che gli individui che popolano questo tempo e questo spazio mi inducono a credere che lunghi travagli ci attendono e scremature sempre più meticolose di coloro che a vario titolo accompagneranno la nostra avventura terrena - la famosa separazione tra la pula e il grano - sono necessarie.

Metto da parte per una volta i sionisti del web. Hanno dato infima prova di sé e questo basterà a qualificarli per i decenni a venire. Metto da parte gli indifferenti. Sono il peso morto della storia, l'inutile zavorra che accompagna le imprese degli eroi e le cattive azioni dei loro antagonisti, indifferenti sia agli uni che agli altri.

E metto da parte anche gli equidistanti. A questo punto della storia, mentre orde coloniche bruciano la Cisgiordania, mentre in una Gaza ridotta a cimitero di viventi di ogni genere i nativi vengono spinti in una striscia di concentramento sempre più esigua ed appare oramai in tutta la sua venefica realtà quale sia l'obiettivo vero di questi malnati, non vale neanche più la pena di parlarne. Se non hanno compreso adesso, non lo faranno mai più, neanche quando vedranno la luce le villette fronte mare per i ricchi sionisti di New York, edificate su ossa umane.

Il peggio è invece tutto il marciume che è venuto a galla dai tombini dal momento in cui la hasbara sionista ha decretato che fosse ora di mettere fine al supporto mondiale per Gaza, coinciso con un proclama di pace inesistente in Medioriente e con l'inizio di una nuova ondata di islamofobia pari solo a quella che funestò le nostre vite a partire dal settembre 2001.

Fu nel settembre scorso. Evidentemente quel mese gli dà alla testa, oppure ha un significato esoterico, per costoro.

Non pensavo, in tutta onestà, che avrei rivissuto il dolore di quella cancrena infetta che rese per decenni un inferno l'esistenza dei musulmani in occidente, un occidente suprematista, continuamente solleticato da frange di fanatismo razzista , la cui espansione era ed è direttamente proporzionale alla crisi economica, culturale e valoriale esplosa, anzi innescata con perizia a partire da quegli anni.

Vi svelo un segreto, che solo chi abbia molto letto, molto studiato e molto viaggiato conosce: le civiltà non si scontrano, mai. Quando lo fanno, non erano civiltà. L'islam è stato trascinato per i capelli nell' arena dello scontro per disabili, da una stupidaggine all'altra, da un'infamia all'altra, da una fake news all'altra, senza soluzione di continuità.

Un contagio devastante di povertà intellettiva, di deviazione morale e, sì, anche di una discreta dose di invidia per una identità percepita come più forte. Da parte, ovviamente, dei cultori della mediocrità infame e di un colonialismo spirituale che non si placa di fronte alla resistenza dell'Islam nell'essere assimilato. E a cosa, poi. Allo spettacolo di cui loro stessi si lamentano. Di cui si vergognano.

Che corto circuito gigantesco e penoso, signora mia. Non ci sono più limiti. Non c'è più vergogna. Siamo all'interno di un ring osceno, nel quale chiunque ha la facoltà di dire tutto, di pestare più forte, di vomitare addosso agli altri le tonnellate di odio e livore sedimentato in decenni di scudisciate che giungono dall'alto, e nessuno ne chiederà conto.

Che grande trovata, gente. Tanto di cappello, ma davvero. Il nemico di israele che si trasforma nel nemico di tutti. Geniale. Ma bisogna aggiungere che loro sanno bene con chi hanno a che fare.

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