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28 luglio 2026
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Il diavolo fa le pentole...
di Elisa Fontana *

Vi avverto subito: le inarrestabili toghe rosse sono di nuovo in azione.

Ricapitoliamo i fatti. C’è un cittadino pakistano sbarcato a Lampedusa il 18 giugno che fa immediata richiesta di protezione internazionale. Con una azione che definirei di giurisprudenza creativa e in linea con le raccomandazioni del nostro onesto governo e dell’altrettanto onesto nuovo Patto europeo per le migrazioni al cittadino pakistano vengono fatti firmare un bel po’ di fogli e il prefetto di Agrigento dispone per 12 settimane l’obbligo di dimora presso un centro di accoglienza.

Il cittadino pakistano, tramite il legale con cui ha richiesto la protezione internazionale, si rivolge al tribunale di Palermo e qui arrivano le toghe rosse a smontare anche il nuovissimo e sbrilluccicante Patto per le migrazioni, perché chiamarlo “Ributtiamoli tutti a mare” pareva brutto.

Il tribunale di Palermo ha innanzitutto riconosciuto che il cittadino pakistano non era stato adeguatamente informato sui suoi obblighi, perché poteva tranquillamente uscire dal centro di accoglienza, non aveva nessun obbligo di firma e doveva solo rientrare entro le 22.00.

I documenti che aveva firmato erano tutti in italiano e non gli era stato dato nemmeno un traduttore che potesse aiutarlo, quindi era rimasto praticamente recluso dentro il centro con la paura di diventare irregolare se se ne fosse allontanato e di vedersi respinta la sua domanda di protezione internazionale.

Ma è solo l’inizio. L’amministrazione non avrebbe nemmeno tenuto conto dello stato di vulnerabilità del cittadino, dato dal fatto della sua permanenza in Libia prima di arrivare in Italia. E, dunque, la procedura accelerata messa in atto aveva violato anche le previste garanzie per i soggetti vulnerabili.

E, infine, il tribunale ha stabilito che la procedura accelerata di rimpatrio non può avvenire automaticamente in massa, ma deve essere vagliata caso per caso, verificando che il migrante non appartenga a qualche categoria che esclude le procedure accelerate di rimpatrio, come in questo caso. Insomma, dice il Tribunale, i migranti non sono tonni, ma esseri umani che hanno diritti inalienabili che vanno rispettati.

Tutte eccezioni che erano già state fatte al momento del varo di questo meraviglioso Patto europeo, scontrandosi con la totale sordità delle care Giorgia, Ursula e Mette e di tutto il resto d’Europa che ha deciso di trasformarsi in fortezza inespugnabile da consegnare così più agevolmente agli amici delle destre estreme europee.

Ma come al solito il granello di sabbia rischia di fare inceppare il meccanismo. Toccherà studiare come poter abolire agevolmente i giudici, non c’è altra strada percorribile.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione Morale dell'Osservatorio


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