 |
Contro le grandi opere imposte
Cassiopea
Dal 24 al 26 luglio, Venaus ha ospitato la decima edizione del Festival Alta Felicità. Tre giorni di musica, cultura e resistenza No Tav con iniziative dedicate a Gaza, cambiamento climatico, guerra, diritto all’abitare, antifascismo… con molti ospiti e soprattutto tanti concerti.
Migliaia di ragazzi e ragazze in Val di Susa perché il Festival è un luogo dove non trova spazio l’arroganza del potere, dove è possibile costruire relazioni autentiche, qualcosa di non mercificato.
Mi piace pensare che i ragazzi, non ancora espropriati di un irreprimibile istinto alla vita e spinta alla felicità, della propria naturale capacità biologica di discernere cosa sia vero e autentico rispetto a cosa sia finzione, non abbiano rinunciato per sempre al sogno e al desiderio, come invece hanno fatto molti dei loro genitori 3e nonni.
Che le valli e i quartieri del mondo possano essere tante Valsuse. Perché nelle loro lotte c’è gioia, speranza, voglia di vivere.
Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.
Il 27 giugno 2011, non fu soltanto l’apertura del cantiere della Maddalena: fu il tentativo di spezzare un movimento che da anni dimostrava come fosse possibile organizzarsi dal basso, difendere il territorio e mettere in discussione un modello di sviluppo fondato sulle grandi opere inutili e sulla devastazione ambientale.
Ricordare le giornate della Libera Repubblica della Maddalena non significa lasciarsi andare alla nostalgia. Significa riconoscere che quelle giornate hanno lasciato un’eredità viva, nella quale si è sperimentata la forza di un popolo in lotta per la propria autodeterminazione, capace di creare relazioni e legami duraturi che ancora oggi resistono e permettono di continuare a combattere.
La lotta del Movimento No Tav è più viva che mai e continua a essere una battaglia non solo per chi vive in questa valle, ma anche per la giustizia ambientale, sociale e climatica.
Una battaglia che parla alla Val di Susa e a tutte le comunità che, in Italia e nel mondo, si oppongono alla logica delle grandi opere imposte.
 
">Dossier
TAV-NoTAV
|
|