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Rita Atria, la settima vittima di via D'Amelio
di Santina Sconza
Rita Atria 'a picciridda, che ebbe il coraggio a solo 17 anni di collaborare con la giustizia.
Nel giugno 1991 Nicola Atria, fratello di Rita, viene ucciso e la moglie Piera Aiello, presente all'omicidio del marito, decide di denunciare i due assassini e collaborare con la polizia.
Nel novembre 1991, all'età di 17 anni, Rita segue le orme della cognata, rivolgendosi alla magistratura in cerca di giustizia per gli omicidi di suo padre e di suo fratello.
Le deposizioni di Rita e di Piera Aiello, permettono di arrestare numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala, a raccogliere le loro rivelazioni è il giudice Paolo Borsellino, all'epoca procuratore di Marsala, nel quale ripongono stima e affetto.
Una settimana dopo la strage di via D'Amelio, in cui perse la vita il magistrato antimafia Paolo Borsellino; il 27 luglio 1992 Rita Atria fu trovata morta, caduta dal balcone della casa a Roma dove viveva sotto protezione.
Un suicidio affermarono in molti, per la morte del giudice.
L'associazione antimafie 'Rita Atria' ha inviato un 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝘂𝗶 s𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮no 𝗱𝗮 𝟯𝟰 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮:
"La memoria attiva è un esercizio scomodo, ostacolato non solo dall’indifferenza, ma da veri e propri silenzi istituzionali, politici e anche antimafiosi...
Nel 2022, l’avvocato 𝗚𝗼𝗳𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼 𝗗’𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗮, a nome dell’Associazione e della sorella 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮, ha depositato un 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐭𝐚...
Nel 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 ❞𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮, 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗮 𝗱’𝗔𝗺𝗲𝗹𝗶𝗼❞ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 Nadia Furnari 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗖𝘂𝗰𝗲̀, abbiamo ripercorso le tracce per rendere finalmente giustizia a Rita, per aprire un varco in quello scorcio del 1992, dove in molti hanno messo a soqquadro e nascosto insieme ai tasselli della vita della giovane testimone di giustizia, il vero intreccio della storia del nostro Paese, sperando che nessuno li trovasse più...
Noi non ci arrendiamo. Continuiamo a chiedere che la vicenda di Rita Atria non venga rimossa, e che le sue denunce — e la sua morte — trovino finalmente ascolto e giustizia.
𝗩𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 "𝗽𝗶𝗰𝗰𝗶𝗿𝗶𝗱𝗱𝗮", 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮 𝗻𝗼𝗶, 𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮, 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗼𝗱𝗮..."
Rita Atria:
«Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta".
* Coordinatrice Commissione Mafia e Antimafia dell'Osservatorio
 
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