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caso Roggero: un'altra bugia
di Rita Newton
Continuano i confronti scorretti riguardanti episodi più o meno attuali in cui si cerca di accreditare disparità di trattamento rispetto a Mario Roggero o Abderrahim Fakir.
L'ultimo è questo testo che gira sui social:
Il 6 marzo 1978 i NAR, rapinarono l'armeria Centofanti, a Roma. Mentre uscivano dal negozio uno dei proprietari sparò alle spalle e uccise uno dei militanti, Franco Anselmi. Lo sparatore fu indagato, prosciolto e nel 1987 il presidente della Repubblica, gli conferì la medaglia d'argento al valor civile per il coraggio dimostrato durante la rapina. Trova le differenze.
Tuttavia, come scrisse il quotidiano Il Messaggero, non certo vicino alla sinistra, anzi:
"Franco Anselmi, estremista di destra legato ai Nar, viene ucciso a Roma durante una rapina all'armeria Centofanti, nella zona di Monteverde. Subito dopo l'azione, mentre gli altri complici fuggivano, Anselmi si attardò all'interno dell'armeria nel tentativo di dissimulare il furto come opera di tossicodipendenti. Ne nacque un conflitto a fuoco durante il quale Anselmi venne colpito alla schiena dal proprietario Daniele Centofanti, morendo sul colpo nell'atrio dell'armeria".
Già solo questo basterebbe per chiudere la questione: le dinamiche dei due eventi sono completamente diverse.
Va aggiunto che all'epoca la legge sulla legittima difesa recitava: "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro l pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa".
E il terrorista stava sparando, non è morto mentre era inseguito né è stato prso a calci in testa..
 
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