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26 luglio 2026
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Fiumicino: Matteotti divisivo ma Roggero da graziare
di Edoardo Morello

Nell'ordine del giorno del consiglio comunale di Fiumicino del 29 luglio, tra il piano dei rifiuti e le perdite idriche dell'acquedotto, compare la richiesta di sostenere la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a quattordici anni e nove mesi per aver rincorso e ucciso a colpi di pistola due rapinatori in fuga, prendendone a calci uno dopo avergli sparato.

È il secondo gesto in due settimane, e va letto insieme al primo.

Il 17 luglio la stessa maggioranza aveva bocciato una mozione dell'opposizione che chiedeva di intitolare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti. Il deputato socialista rapito e ucciso dai fascisti nel 1924, dopo aver denunciato in Parlamento le violenze e i brogli del regime. La proposta era "divisiva", hanno detto.

Poi, quando la brutta figura ha cominciato a rimbalzare oltre i confini comunali, ne hanno presentata una loro, più istituzionale, con i riferimenti al fascismo limati via. Ricordare Matteotti, ma senza nominare chi lo ha ammazzato e perché.

Sono due movimenti della stessa mano. Il sospetto verso l'antifascista scomodo, l'abbraccio verso l'uomo che ha sparato. Una causa, quella di Roggero, che la destra di governo ha adottato come bandiera, da Salvini in giù. E che adesso una periferia romana che ambisce a candidarsi a "Porta d'Italia" vuole far propria, mentre il Quirinale ha già ricordato che la grazia spetta solo al Presidente della Repubblica, e che discuterne ora, con le motivazioni della Cassazione non ancora depositate, è persino prematuro.

Resta la domanda di merito. Un consiglio comunale spende una sua seduta non per le buche, l'acqua e la spazzatura dei cittadini che lo hanno eletto, ma per allinearsi al feticcio del momento.

Nel frattempo la stessa amministrazione resta sotto la lente della magistratura e del giornalismo d'inchiesta per le sue stravaganze. Ma quella non è la storia che a Palazzo conviene raccontare.

Più comoda la targa negata a un martire della democrazia e la sollecitazione messa a verbale per chi ha ucciso.


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