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Abbiate il coraggio di parlare
di Rossella Ahmad
Mentre ci dibattiamo tra mostri e mostriciattoli, non dimentichiamo Gaza, da cui tutto parte. Anche lo scempio morale dell'occidente di cui siamo allibiti testimoni.
"Lo stato ebraico ha chiuso un popolo in un campo di concentramento, anzi di sterminio, e lo ha lasciato morire di fame.
Ripetete assieme a me
Lo stato ebraico ha chiuso un popolo in un campo di concentramento, anzi di sterminio, e lo ha lasciato morire di fame.
Come suona al vostro orecchio? Stridente, dite la verità.
Perché si tratta di una contraddizione in termini.
Ma è reale.
È ciò che è accaduto e sta accadendo, ed occorre che si guardi in faccia alla realtà, dopo mezzo secolo e più di infingimenti e di polvere accuratamente nascosta sotto il tappeto.
Montagne e montagne di polvere occultata con perizia, che adesso straborda da ogni lato.
Non mi riferisco spesso ad Israele in questi termini. Anzi quasi mai. È invece Israele che si riferisce a se stesso in questi termini, e lo fa astutamente sin da prima della sua creazione ufficiale, per enfatizzare una connotazione ben stratificata nella mente e nell'animo di ogni occidentale. Stato ebraico uguale a stato delle vittime per antonomasia.
Stato ebraico uguale a riconoscimento tardivo della necessità di ricompensare le eterne vittime di ogni sopruso. Stato ebraico uguale a luce tra le nazioni.
La vittima che assurge al ruolo di dispensatrice di bagliori di umanità.
Ma dove
Ma quando
Svegliatevi, per carità.
Sì è trattato di un enorme abbaglio, che mostra la sua atroce falsità dinanzi ai corpi dilaniati di Gaza, alle vertebre, alle costole, alle gote ed ai femori scarnificati di Gaza.
Non ve lo aspettavate, ma è accaduto.
Dimenticatevi dunque dei pigiami a righe, dei vagoni zincati, di arbeit macht frei e di tutte le stratificazioni emotive sedimentate in milioni di ore, di visioni, discussioni, dibattiti tutti uguali, funzionali a cementare un concetto di intoccabilità esclusiva, che porta dritti dritti al lager di Gaza.
Guardatelo negli occhi, l'incubo dello stato ebraico.
Lager. Fame. Campi di concentramento, anzi di sterminio. Eccidi di massa. Fosse comuni. Scheletri.
Rotule troppo grosse su ossa troppo sottili.
Madri impazzite dal dolore.
Culto della morte altrui, che diventa feticismo, ossessione, ostentazione, rituale orgiastico.
Questo ha fatto lo stato ebraico.
Una breve epopea di sangue, una storia fondata sui massacri.
Insisto su questo concetto, per me quasi inedito, ma necessario per comprendere la gravità estrema, anche simbolica, di ciò che è stato commesso.
L'ebraismo dovrebbe provare repulsione e grande vergogna nell'essere associato a roba del genere.
Stento a credere che non abbia ancora compreso che è evaporato per sempre il mito su cui ha edificato il suo personale ghetto, decostruito da una accolita di mostri quali mai si erano visti in precedenza, supportati da infinite zone di interesse più o meno silenti, più o meno conniventi.
Abbiate il coraggio di vedere.
Abbiate il coraggio di parlare.
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