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19 luglio 2026
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Israele aumenta uso di cell d'isolamento per le detenute palestinesi
di Mauro W. Giannini

Secondo l'Ufficio Stampa dei Prigionieri, le autorità carcerarie israeliane hanno intensificato l'uso delle celle di isolamento a rotazione nei confronti delle donne palestinesi detenute nel carcere di Damon. L'organizzazione ha affermato che tale pratica rientra in una più ampia politica di punizione psicologica e abuso all'interno delle carceri israeliane.

Queste segnalazioni giungono in un contesto di crescente preoccupazione per le condizioni in cui versano le detenute palestinesi e di rinnovati appelli al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) affinché riprenda le regolari visite umanitarie.

In una dichiarazione rilasciata sabato, l'Ufficio Stampa dei Prigionieri ha affermato che le autorità carcerarie israeliane isolano contemporaneamente da tre a quattro donne palestinesi detenute, sostituendole con altre detenute quasi settimanalmente. Secondo l'organizzazione, tale pratica viene attuata senza giustificazione legale né decisioni amministrative formali e ha lo scopo di mantenere un costante stato di ansia e pressione psicologica tra le detenute.

L'organizzazione ha inoltre dichiarato che le autorità carcerarie nascondono deliberatamente informazioni sull'isolamento cellulare alle famiglie delle detenute, che spesso ne vengono a conoscenza solo tramite le visite di ex detenute o dei loro avvocati.

L'Ufficio stampa dei detenuti ha dichiarato in un comunicato che il continuo ricorso all'isolamento cellulare, soprattutto in assenza di monitoraggio internazionale, costituisce una grave violazione del diritto internazionale in materia di trattamento dei prigionieri. Ha aggiunto che l'isolamento cellulare prolungato o arbitrario è ampiamente riconosciuto dagli standard internazionali sui diritti umani come una forma di tortura o di trattamento crudele, inumano e degradante.

L'ufficio ha affermato che le donne palestinesi detenute hanno subito un'escalation senza precedenti di abusi dall'inizio del genocidio israeliano a Gaza nell'ottobre 2023. Secondo il comunicato, le violazioni includono aggressioni fisiche e verbali, politiche di privazione di cibo, negligenza medica, diniego di visite familiari, perquisizioni corporali umilianti, confisca di effetti personali e il crescente ricorso all'isolamento cellulare come misura punitiva.

Decine di donne palestinesi, tra cui madri, studentesse universitarie e detenute amministrative, rimangono imprigionate nelle strutture di detenzione israeliane, nonostante i ripetuti avvertimenti delle organizzazioni per i diritti dei prigionieri sul continuo deterioramento delle loro condizioni umanitarie e mediche.

Le ultime accuse giungono a pochi giorni di distanza dal rinnovo dell'appello della Campagna dei Nastri Rossi al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) affinché riprenda immediatamente le visite regolari ai prigionieri palestinesi. La campagna ha sostenuto che la sentenza della Corte Suprema israeliana del 3 giugno, che pone fine al divieto generalizzato di visite del CICR, rimane in gran parte inattuata, lasciando i detenuti privi di un monitoraggio umanitario indipendente, nonostante le continue segnalazioni di abusi. Gli organizzatori della campagna hanno sottolineato che l'accesso del CICR è un diritto tutelato dalle Convenzioni di Ginevra e dal diritto internazionale umanitario, non una misura discrezionale.

Anche il Segretario Generale dell'Iniziativa Nazionale Palestinese, Mustafa Barghouti, ha esortato il CICR ad adempiere alle proprie responsabilità umanitarie, mentre l'avvocato Khaled Mahajneh ha messo in discussione la persistente incapacità dell'organizzazione di visitare i detenuti palestinesi, nonostante la rimozione degli ostacoli legali.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente avvertito che l'assenza di un monitoraggio indipendente ha reso sempre più difficile documentare le condizioni all'interno delle carceri israeliane, mentre continuano a emergere segnalazioni di abusi e di un deterioramento delle condizioni sanitarie.

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