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Iraq e Siria aggirano Hormuz
di Leandro Leggeri
Iraq e Siria hanno firmato a Washington un accordo di cooperazione per la ricostruzione dell'oleodotto Kirkuk-Baniyas, infrastruttura che collegherà nuovamente i giacimenti iracheni alla costa mediterranea siriana. L'intesa è stata siglata durante il meeting dello US-Iraq Business Council, alla presenza del Segretario all'Energia statunitense Chris Wright.
Il progetto, sostenuto dagli Stati Uniti, punta a creare una rotta alternativa per l'esportazione del petrolio iracheno, riducendo la dipendenza dallo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa del commercio energetico mondiale. Secondo il Dipartimento di Stato americano, la riattivazione dell'oleodotto rappresenta un'infrastruttura di "importanza strategica bilaterale e regionale".
L'oleodotto, completato nel 1952 con una capacità di circa 300.000 barili al giorno, fu chiuso negli anni Ottanta quando la Siria si schierò con l'Iran durante la guerra Iran-Iraq. Dopo il 2003 subì gravi danni ed è oggi sostanzialmente inutilizzabile. La ricostruzione richiederà la sostituzione di gran parte delle infrastrutture, con tempi stimati tra i due e i tre anni.
Secondo Middle East Eye, il progetto sarà realizzato da un consorzio guidato dalla statunitense Chevron, dalla TI Capital e dai fratelli al-Khayyat, imprenditori siro-qatarini. L'iniziativa si inserisce nella strategia di Washington volta a rafforzare i rapporti tra Baghdad e Damasco e a ridurre l'influenza iraniana sulle rotte energetiche della regione.
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