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17 luglio 2026
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Prof cita Gaza in saluto ai diplomati e il ministro manda gli ispettori
di Viola Fiore

Un ex docente si congeda dagli studenti ormai diplomti lasciando un messaggio: non accontentatevi di guardare la superficie, esercitate il libero arbitrio che è stato rafforzato attraverso la conoscenza che la scuola vi ha fornito, restate umani, chiunque voi sarete.

Una comunicazione privata, dopo la fine degli esami e la pubblicazione degli esiti, ricordando la vicenda del genocidio di Gaza. Il quotidiano “Il Tempo” in un articolo tendenzioso, ha pubblicato il testo della comunicazione trasformandolo in un caso che ha scatenato un'ispezione ministeriale priva in realtà di fondamento, trattandosi non già di una lezione scolastica ma di comunicazione privata il cui contenuto, peraltro, è protetto dall'art 21 della Costituzione.

Ora studenti e personale della scuola sono sotto interrogatorio da parte del ministero. Un caso sconcertante che ha indotto il personale scolastico a pubblicare su change.org un appello per raccogliere firme a sostegno dl docente sotto la lente e di quel liceo.

"Quello che ciascuna/o di noi ha fatto - nel corso dell’anno scolastico – per far comprendere ai propri studenti e alle proprie studentesse ciò che è accaduto e continua ad accadere in Palestina è certificato dai nostri registri scolastici, cui gli ispettori possono certamente accedere, senza necessità di intervistare ragazzi e ragazze appena diplomati: un’operazione di informazione, analisi, approfondimento su una circostanza storica drammatica, che è sotto gli occhi di tutti/e, che affonda le proprie radici in una storia antica; e che non noi, ma istituzioni internazionali come l’ONU, definiscono genocidio." scrivono i docenti.

"Molte e molti di noi, come docenti della scuola della Repubblica e come educatori alla pace, hanno avvertito non solo il diritto, ma il dovere di non abbassare lo sguardo e di rispondere alle domande che studentesse e studenti ci ponevano."

"Qui non si tratta di libertà di insegnamento, ma di libertà di espressione. Alcuni/e di noi hanno deciso – una volta appresa la notizia dell’audizione da parte degli ispettori – di spedire il medesimo messaggio ai propri ex studenti e studentesse: un atto di condivisione, di solidarietà, di contestazione di un evento rispetto al quale non intendiamo rimanere indifferenti, che rivendichiamo; auditeci tutti/e. E diteci chiaramente in cosa abbiamo violato leggi, norme, codice deontologico."

"Ai nostri colleghi, ma soprattutto agli studenti e alle studentesse che sono stati sottoposti - a 19 anni – al dilemma per decidere se essere delatori o mentitori, comunichiamo la nostra solidarietà: non è questa la scuola del comma 1 dell’art. 33 (che prevede le libertà di insegnamento e di apprendimento); la scuola dell’art. 11 (impudicamente ed erroneamente tirato in ballo dall’articolo del “Tempo”, da cui sarebbe scaturito il casus belli, “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.); la scuola dell’art. 21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”)."

In particolare, dicono i docenti "servendosi del ruolo di docente che un libero cittadino riveste, in un contesto però differente da quello in questione (che è lo scambio di idee con ex studenti), si tenta di minare una delle garanzie costituzionali della libertà individuale e collettiva: il diritto di manifestare il proprio pensiero. Un fatto inedito. A quando l’intervento su quanto padri e madri dicono ai propri figli/figlie?"

"Ai nostri studenti e alle nostre studentesse chiediamo scusa: talvolta gli adulti sbagliano. E non stiamo parlando del professore oggetto dell’audizione" conclude l'appello, che si può firmare qui https://www.change.org/p/per-la-libert%C3%A0-di-espressione-dentro-e-fuori-le-aule-scolastiche?

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