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17 luglio 2026
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Federico, vittima dello Stato
di Santina Sconza

Era nato il 17 luglio 1987 e aveva solo 18 anni Federico, la notte del 25 settembre 2005 si fece lasciare dagli amici in una via vicino a casa per tornare a piedi dopo aver trascorso la serata al locale Link di Bologna.

Due abitanti della zona denunciarono alla polizia la presenza di un uomo in stato di agitazione che urlava in strada.

A seguito di questa telefonata viene inviata nei pressi di via Ippodromo a Ferrara la pattuglia "Alpha 3", con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri che descrivono Aldrovandi come un "invasato violento in evidente stato di agitazione", sostengono di "essere stati aggrediti dallo stesso a colpi di karate e senza un motivo apparente" e chiedono per questo i rinforzi.

Dopo poco tempo arriva in aiuto la volante "Alpha 2" con a bordo Paolo Forlani e Monica Segatto.

Lo scontro tra i quattro poliziotti e il giovane diventa molto violento, durante la colluttazione due manganelli si spezzano porta Federico alla morte, sopraggiunta per, asfissia da posizione, con il torace schiacciato sull'asfalto dalle ginocchia dei poliziotti.

Nessuno dei poliziotti ha pensato di stare esagerando, che fosse il caso di allentare la pressione sul torace di un ragazzo di diciott’anni. Sarebbe bastato un attimo di ripensamento per salvarlo, ma nessuno ha voluto fermare la valanga.

Solo dopo aver capito che Federico Aldrovandi giaceva immobile chiamano l'ambulanza, il personale del 118 trovò il paziente “riverso a terra, prono con le mani ammanettate dietro la schiena era incosciente e non rispondeva”. Dopo numerosi tentativi di rianimazione cardiopolmonare l'intervento si concluse con la constatazione sul posto della morte del giovane, per “arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale”.

Non furono "le sostanze rilevate dall'indagine tossicologica (alcol etilico, ketamina, morfina) a determinare la morte di Federico ma la furia mortale dei 4 poliziotti.

Poliziotti che dovevano aiutare il ragazzo in preda all'alcool e droghe, poliziotti che dovevano soccorrere Federico, portalo all'ospedale e chiamare la famiglia, invece la furia assassina contro di lui che aveva bisogno di aiuto.

Nelle due puntate della docu-serie 'Nazzi racconta', il giornalista ripercorre le tappe interpellando medici legali, psicologi forensi, il pm che ha costruito l’accusa Nicola Proto, l’avvocato della famiglia Aldrovandi Fabio Anselmo (lo stesso del caso Cucchi) e Patrizia Moretti, la mamma di Federico. Documenti e analisi i lati oscuri del caso.

Dopo la morte di Federico se n’è innescata un’altra, quella dei depistaggi e dell’omertà. Per frenarla è stata necessaria una serie di atti di coraggio individuali che hanno permesso alla verità di emergere.

Sulla pagina Federico Aldrovandi potete leggere che non esistono solo il caso Cucchi o Aldrovandi, sono molte le vittime della violenza della polizia, vittime senza giustizia.

Numerose sono le vittime dall'inizio della Repubblica democratica delle forze dell'ordine, dal governo Tambroni, tutti gli anni della Repubblica sono stati attraversati da una violenza sistematica voluta spesso da governi antidemocratici come quelli di Berlusconi ed oggi quello della Meloni.



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