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Trump deve risarcire vittima di violenza sessuale
di Claudio Visani
Donald Trump è stato condannato a fine giugno, in via definitiva, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, al primo corposo risarcimento a una delle donne che lo accusano di violenza sessuale.
Deve versare 5 milioni di dollari alla scrittrice e giornalista E. Jean Carroll per abusi sessuali e diffamazione. La Corte si è infatti rifiutata di esaminare il ricorso del presidente contro i precedenti verdetti civili, e questo rifiuto ha reso immediatamente esecutiva la condanna.
I fatti risalgono alla metà degli anni Novanta. Avvennero nei camerini del Bergdorf Goodman, un grande magazzino di lusso nel cuore di Manhattan, a pochi passi dalla Trump Tower.
Secondo quanto denunciato da Jean Carroll, storica firma della rivista Elle, e confermato dalla sentenza, un incontro apparentemente amichevole con Trump si trasformò in un'aggressione sessuale.
Trump, nel suo primo mandato presidenziale, fece di tutto per smontare le accuse, screditare e demolire la sua accusatrice, fino a diffamarla ripetutamente e farla mettere sotto inchiesta dalla giustizia governativa che controllava. Ma non gli andò bene.
Da lì nacque un altro processo per intimidazione e diffamazione che si è concluso nel 2024 con una seconda condanna civile di Trump per ben 83,3 milioni di dollari di risarcimento a E. Jean Carroll.
Gli avvocati di Trump hanno per questo presentato un analogo ricorso alla Corte Suprema contro la condanna, su cui i giudici si devono ancora esprimere.
 
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