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Il fascismo si presenta in doppiopetto
di
Rinaldo Battaglia *
Domani 15 luglio, triste anniversario del Manifesto della Razza del 1938 che da noi aprì vergognosamente le porte alla Shoah di casa nostra, l’Italia parteciperà al summit “anti-antifa” di Washington. E' stato promosso da Trump per accreditare la tesi secondo cui 'l’antifascismo sarebbe una forma di terrorismo'.
Punto centrale del summit - al di là del segretario di Stato Marco Rubio – sarà Sebastian Gorka, cittadino ungherese naturalizzato statunitense, già consigliere di Viktor Orbán e spalla di Steve Bannon, legato a doppio filo ad ambienti neofascisti.
Si è capito che l'invito è arrivato a 60 Stati, solo che quelli principali dell'Europa hanno quasi tutti declinato la presenza.
L’Italia no: manderà ufficialmente Emanuele Prisco, il sottosegretario al Ministero degli interni, uomo di fiducia della Premier Meloni e persona di punta dei Fratelli d’Italia.
Quell’Italia che è uscita dal fascismo, grazie anche ad una lunga lotta di Resistenza, distrutta dalla guerra voluta dal fascismo. Quell’Italia dove la legge vieta la ricostituzione del partito fascista e dove dal 1993 la Legge Mancino, all’art. 1 sancisce ‘la reclusione per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico’ e all’art. 4 ‘per chi pubblicamente esalta esponenti, fatti o principi del fascismo’.
Come la mettiamo allora?
L’Italia della Premier Meloni da che parte sta?
Mi vien voglia di rubare le parole ad Henry Louis Mencken, un famoso saggista americano ai tempi di F.D. Roosevelt:
«Ogni persona decente si vergogna del governo sotto il quale vive».
E io dopo tanti anni di studio del nostro fascismo mi vergogno immensamente di questo Governo e di Giorgia Meloni in particolare.
Senza se e senza ma.
Per chi ancora difende questo Governo chiedo che analizzi, per favore, chi in Europa partecipa a questo incontro. Analizzate gente e ditemi cos'ha l'Italia – quella della Costituzione del 1948 - in comune con questi politici.
George Orwell direbbe 'all'italiano medio' che: "Ti rendi conto che il passato, compreso quello più recente, è stato abolito?".
Scriveva pochi mesi fa Rachel Shabi, un'importante intellettuale e scrittrice israeliana naturalizzata britannica (nata da famiglia ebraica irachena) per molti anni giornalista di primari media (The Guardian, The New York Times, The Times, The Independent) che “il fascismo non arriverà con un saluto nazista, più probabilmente si presenterà in doppiopetto.
Di recente è stato ripulito per renderlo presentabile. [...]
La nuova abilità del fascismo nel nascondersi è estremamente pericolosa, soprattutto in questo momento in cui i movimenti populisti di destra dell'occidente sono stati rafforzati dalla vittoria di Trump.”
Qusto 15 luglio 2026 sarà una di quelle occasioni. In doppiopetto.
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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