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15 luglio 2026
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Vittoria dell'Ucraina: il teatro sta crollando ma non di applausi
di Roberto Preve

Cronaca non romanzata delle questioni Ucraine nel 2026.

Nel maggio del 2026 l'Europa comunica che l'Ucraina sta vincendo la guerra. Alla base di questa profonda considerazione vi sono degli attacchi a lungo raggio condotti da droni Ucraini sulle raffinerie di benzina russe.

Attacchi a lungo raggio che prima di influenzare anche solo parzialmente le operazioni militari dovrebbero arrivare a privare i civili del carburante, perché ovviamente agricoltura, industria ed esercito saranno comunque riforniti. Benzina che al massimo la Russia si può procurare in Bielorussia o in Asia centrale o in India.

Sulla base di questo assunto completamente falso e mendace si tiene a metà giugno il Consiglio di Europa, in cui vengono stanziati, con grande pubblicità, 70 miliardi di euro, in prestito a Kiev. In quella riunione viene ripetuto che l'Ucraina sta vincendo ma nel caso per l'anno dopo vi sono altri 70 miliardi pronti.

Pochi giorni dopo si tiene il G7 e mentre Trump bullizza la povera Gioggia Meloni, Macron comunica che l'Ucraina sta vincendo e Zelensky aggiunge in "quaranta giorni", che stanno però finendo. Si raggiunge un accordo con Trump convinto della vittoria inevitabile dell'Ucraina.

Pochi giorni dopo segue il vertice Nato e di nuovo, tra una leccata di piedi a Trump e l'altra, viene ribadito che l'Ucraina sta vincendo la guerra anche se magari avanzando all'indietro dice Rutte, con una inedita filosofia militare.

Finito questo tour de force diplomatico, a Parigi si celebra la riunione dei volenterosi che sarebbe come dire guerrafondai, e dopo una sfilata militare e dopo che di nuovo Zelensky ha tenuto banco, viene ribadito che l'Ucraina sta vincendo ma che nel caso siamo pronti a versare il nostro sangue, dice Macron, che in effetti ne versa un poco ogni giorno per le botte della moglie.

Subito dopo segue la coalizione per i missili balistici. L'Ucraina sta vincendo ma entro un paio di anni le verrà fornita una difesa antiaerea Europea.

Colpo di scena. Nove senatori americani si recano a Kiev e dichiarano che l'Ucraina sta vincendo la guerra, uno di loro lo crede troppo e rimangono in otto.

Nuova sorpresa, la von der Leyden e tutti i premier dell'Europa partono ieri per Kiev perché bisogna discutere il tema urgente della difesa dell'Ucraina che evidentemente nei due mesi di riunioni incessanti, prima, si e' dimenticato.

Quindi nel frattempo Kiev e' stata bombardata massicciamente, le truppe russe avanzano in ogni direzione, il ministro della difesa dell'Ucraina si dimette dicendo che i disertori sono saliti a 400mila e i porti ucraini sono devastati così come la circolazione ferroviaria in cambio del parziale isolamento logistico della Crimea. Operazione militare che si potrebbe sintetizzare nella celebre massima di Napoleone: non mi occupo dei dettagli.

Ora è evidente che queste visite continue sono come la droga per un tossico in crisi di astinenza. Il tossico non è Zelensky per carità (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale), ma l'Ucraina stessa.

Sono due mesi che occupano il palcoscenico e recitano la commedia: la Vittoria dell'Ucraina, ma vi siete accorti che dietro non vi è nulla? Anzi, peggio, che il teatro sta venendo giù?


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