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Gli israeliani non sono tutti gli ebrei ma è giusto manifestare
di Rita Newton
Una signora scrive:
"C’è molto antisemitismo e opportunismo politico che si poggia su antisemitismo mai scomparso.
Perché nessuno si erge contro altre “dittature” e gravi sopraffazioni sulle donne vedi afgane con l’impeto dei propal".
Bella teoria che quelli che chiama propal debbano essere ritenuti antisemiti perché nessun altro si erge con la loro stessa veemenza verso altri soggetti!
A parte il salto logico, forse sfuggono due fattori dirimenti.
1) la proporzionalità dell'offesa. Israele sta cancellando un popolo con metodi di tortura e sterminio, parlando tranquillamente in parlamento di diritto di stuprare i detenuti palestinesi, che non è come non far accedere le donne all'università o imporre loro un marito.
Vuol provare Lei a veder morire con una pallottola nel cervello o al cuore il Suo bambino di pochi mesi o anni, che chiaramente non può essere un terrorista?
Direbbe che è lo stesso che Lei non vada all'università?
Quindi è normale che lo sdegno sia superiore.
2) proprio la propaganda occidentale ci ha martellato, in passato e attualmente, con Israele unica democrazia del Medioriente e con Israele portatore dei nostri stessi valori, mentre i talebani e gli ayatollah sono da sempre brutti e cattivi.
Il fattore dirimente, quindi, non è che siano ebrei (antisemitismo) ma quello che fanno quei politici e quell'esercito e quello che non fanno i politici occidentali per fermarli.
Quindi è giusto e doveroso, e non antisemita, denunciare che uno stato presuntamente democratico e sostenuto dagli altri presuntamente democratici (fra cui l'Italia e la UE di cui facciamo parte) lo è solo alle elezioni ma non ha affatto i nostri stessi valori, anche se si dice che è proprio in nome di questi che fa quelle indegnità...
E manifestare veementemente mira a chiedere ai nostri governanti una presa in carico di quanto combina l'amico loro. Oltre che a divulgare quanto sta accadendo per bypassare la propaganda pro-Israe1e del mainstream e della "moderazione" social.
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