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14 luglio 2026
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Mossad avrebbe cercato di reclutare Ahmadinejad. Vero o strumentale?
di Leandro Leggeri

IL PRESUNTO PIANO DEL MOSSAD SU AHMADINEJAD SOLLEVA PIÙ DOMANDE CHE CERTEZZE

Un'inchiesta del New York Times sostiene che il Mossad avrebbe cercato per anni di reclutare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, arrivando a considerarlo come possibile guida dell'Iran dopo un eventuale rovesciamento della Repubblica islamica.

I primi contatti sarebbero stati avviati nel 2022 e sarebbero proseguiti attraverso alcuni viaggi internazionali dell’ex presidente, tra cui una visita in Guatemala e la partecipazione a una conferenza a Budapest. Nella capitale ungherese Ahmadinejad avrebbe anche incontrato David Barnea, allora direttore del Mossad.

Durante la guerra del 2026, l’intelligence israeliana lo avrebbe trasferito in una casa sicura, nell’ipotesi di utilizzarlo come figura politica per la fase successiva alla caduta del governo iraniano. Ahmadinejad avrebbe però abbandonato il rifugio, insoddisfatto e dubbioso sulla possibilità concreta di tornare al potere. Secondo la ricostruzione, sarebbe stato successivamente posto agli arresti domiciliari dai Pasdaran.

La vicenda, se confermata, avrebbe implicazioni di enorme rilievo, ma la ricostruzione solleva numerosi interrogativi.

Tra il 2023 e il 2024 Ahmadinejad era ormai una figura marginale della scena politica iraniana: escluso dalle elezioni presidenziali, privo di incarichi istituzionali e in contrasto con settori importanti dell’apparato conservatore. Anche ammettendo l’esistenza di contatti con il Mossad, non è chiaro quale capitale politico avrebbe potuto offrire a un progetto di cambio di regime.

Chi avrebbe sostenuto un eventuale governo guidato da Ahmadinejad?

Difficilmente i Pasdaran, il clero tradizionale o i conservatori che da tempo avevano preso le distanze da lui. Ancora meno plausibile appare un sostegno dell’opposizione riformista e liberale, che continua ad attribuirgli la responsabilità politica della repressione del Movimento Verde nel 2009.

Un dirigente destinato a guidare una transizione deve essere in grado di aggregare almeno una parte significativa dell’apparato statale o dell’opposizione. Ahmadinejad sembrava invece non disporre né dell’una né dell’altra. Se il Mossad avesse realmente puntato su di lui come su una sorta di «Karzai iraniano», ciò confermerebbe quanto poco realistico fosse il progetto politico israeliano per il dopo-Repubblica islamica.

Esistono inoltre evidenti contraddizioni sulla sua situazione personale. La notizia degli arresti domiciliari deriva sostanzialmente dalla stessa ricostruzione basata su fonti anonime. Al contrario, la partecipazione di Ahmadinejad ai funerali di Ali Khamenei è documentata da fotografie, video e riportata da più fonti indipendenti.

Questo pone un interrogativo non secondario. Se l'ex presidente fosse stato realmente sospettato di aver collaborato con il Mossad nell'ambito di un piano di cambio di regime, sarebbe difficile spiegare perché gli sia stato consentito di prendere parte a uno degli eventi più sensibili sul piano politico, simbolico e della sicurezza nazionale.

Un sospetto di tale gravità farebbe normalmente pensare a un isolamento totale, non certo a una presenza pubblica accanto ai massimi esponenti della Repubblica islamica.

Il fatto che una notizia sia pubblicata da una testata autorevole come il New York Times ne accresce certamente la credibilità iniziale, ma non la trasforma automaticamente in un fatto accertato. Le fughe di notizie provenienti dagli apparati d’intelligence possono essere autentiche, ma possono anche contenere ricostruzioni parziali, interpretazioni interessate o vere e proprie operazioni di influenza.

Per sostenere che un ex presidente iraniano sia stato reclutato dal Mossad e scelto come futuro capo di un governo filo-occidentale servirebbero dunque prove molto più solide di dichiarazioni anonime non verificabili indipendentemente.

La domanda centrale rimane senza risposta: ammesso che i contatti siano realmente avvenuti, quale progetto politico concreto avrebbe potuto trasformare Ahmadinejad nel nuovo uomo forte dell’Iran?

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