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Disagiati e democrazia
di Elisa Fontana *
Il criminale pestaggio avvenuto l’altro giorno a San Benedetto del Tronto nei confronti di un cittadino extracomunitario con evidenti segni di disagio psichico che causava intoppi alla circolazione ha scatenato sui social la solita marea di commenti entusiastici postati dai troppi disagiati che ormai infestano il Paese. Gente che davvero pensa che siamo tornati felicemente all’epoca del Far West quando farsi giustizia era un fatto del tutto privato e personale.
A nessuno di questi ottimi cittadini in cerca del sangue è venuto in mente di chiedersi dove fossero le forze dell’ordine o persino i vigili urbani, visto che il protagonista della vicenda era già da un po’ che infastidiva e creava disagi. Se se lo fossero chiesto avrebbero dovuto rispondersi che né gli uni, né gli altri erano presenti per il semplice fatto che le forze dell’ordine sono sotto organico e in quattro anni di governo niente è stato fatto da questa maggioranza legge&ordine per ripianare i buchi in organico, se non giocare con i numeri.
Semplicemente le forze dell’ordine non possono garantire la loro presenza in modo capillare perché non c’è personale a disposizione. Certo era troppo chiedere a questa masnada ululante di farsi qualche domanda su come sia possibile che una persona stazioni in mezzo alla strada provocando disservizi senza che nessuno deputato a farlo intervenga. Ma poi perché farsi tante domande moleste se è intervenuto un coraggiosissimo seguace vannacciano a risolvere la situazione per come si conviene? Ha buttato a terra il malcapitato e l’ha sonoramente pestato a favor di telefonino. Così impara ad essere straniero e ad avere problemi psichici: tutti a casa, remigrazione!
Ma la valanga di commenti social inneggianti al pestaggio poteva mai sfuggire al nostro occhiuto governo? Non gli è parso vero di poter annunciare il decimillesimo pacchetto sicurezza, perché con Vannacci alle costole ad un anno dalle elezioni non sono permesse distrazioni.
E così è allo studio l’estensione del fermo preventivo alla polizia locale. Se il vigile urbano lo riterrà opportuno potrà fermare fino a 12 ore una persona, qualora vi sia concreto e attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Mi incuriosisce sapere quale sarà la prossima mossa, a chi appalteremo il fermo preventivo? Ci sarebbero i boy scout, ma anche le Giovani Marmotte non sono da scartare a priori. Vedremo.
Perché, udite udite, stanno studiando un nuovo pacchetto sicurezza contro maranza, baby gang e piccola criminalità urbana, sicuri del plauso osannante degli stessi disagiati che hanno applaudito il pestaggio di San Benedetto. Sicuri del fatto che a nessuno di loro verrà in mente di chiedere come si spiega il misterioso arcano per cui questo governo ha licenziato in quattro anni più decreti sicurezza di tutta la galassia sempre contro i maranza, le baby gang e la piccola criminalità urbana e siamo sempre qui a sfornare decreti fotocopia contro gli stessi nemici di sempre.
Ma ai disagiati di cui sopra non si può chiedere troppo sforzo mnemonico, hanno solo bisogno di proclami, di parole d’ordine, di manette, di remigrazione, tanto se gli chiedete come faranno e remigrare mezzo milione di persone, risponderanno candidamente che loro non sono di certo ragionieri.
Come che sia, ci troviamo di fronte ad un momento davvero cruciale per questo governo il cui primo atto è stato quello di sventolare l’emergenza sicurezza e continuare su questa falsariga per anni, senza fare nulla di veramente concreto in materia, a parte le chiacchiere. Finché è apparso all’orizzonte l’ennesimo uomo della provvidenza che in maniera sfrontata e senza nessuna vergogna nell’uso del vocabolario li ha messi tutti in un angolo, facendoli apparire come candide animelle, imbelli pantofolai avrebbe detto la buonanima.
E così da ora in poi sarà tutto un rincorrersi a destra a chi fa la faccia più truce, a chi la sparerà più grossa per non scoprire il fianco sulla questione sicurezza ed accattivarsi quei disagiati di cui sopra che godono se vedono un disgraziato buttato a terra e picchiato selvaggiamente. Perché chi di allarmi sicurezza vive, troverà sempre qualcuno che lancia un allarme più grosso.
E in mezzo a questa accolita di gentiluomini, questo disgraziato Paese dalla memoria cortissima che non riesce mai ad uscire dai richiami trogloditi e dalle ricette sbrigative, come se la democrazia fosse un fastidioso accidente della Storia da mettere in soffitta al più presto.
* Coordinatrice Commissione Politica e Questione Morale dell'Osservatorio
 
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