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Israele feticcio delle destre del mondo
di Rossella Ahmad
Vannacci è l'uomo giusto al momento giusto. Per il Sistema, intendo.
In un mondo che, ispirato da israele, vira verso il fascismo, lui è il personaggio d'ordinanza.
Non storcete il naso. Dico fascismo e non "destra" perché questa categoria novecentesca è già defunta da decenni, come la sua omologa fintamente opposta, ed entrambe servono solo a mantenere in piedi l'osceno carrozzone del voto e della legittimazione del potere in una cornice falsamente democratica.
Del resto, se tu foss icerto che esiste un solo partito, quello affaristico chiamato ad obbedire a poteri trans-nazionali, i Master of Universe facenti capo alle due ben note entità, a votare ci andresti?
E dico fascismo perché esso parla il linguaggio fascista della violenza sdoganata, che diviene opzione percorribile ed auspicabile con un'unica differenza sostanziale rispetto a quello storico: tale violenza generalizzata, data in pasto ad un popolino che non vedeva l'ora di menare le mani impunemente, si esplica solo ed esclusivamente contro i capri espiatori designati dal sistema, senza mai mettere in discussione il Sistema stesso.
Lo dico da tempo: : il sionismo ha fatto proseliti, ed il Nuovo Mondo fondato sulla prevaricazione e sul sopruso è già una realtà.
Non è un caso che israele abbia favorito e salutato con giubilo la vittoria in Europa della peggiore destra di sempre, la più becera e razzista di ogni tempo. E no, non si tratta di corto circuito come credevate, ma di comunità di intenti, finalmente venuti alla luce e svelati senza più reticenze.
È lo stesso israele che in Sudafrica incontrava Botha e gli vendeva armi con le quali fucilare i neri insurrezionisti contro l'apartheid. Che prendeva appunti dalle dittature sudamericane su come realizzare in silenzio la pulizia etnica più efficace, che fomentava guerre fratricide in Africa per assicurarsi in ogni modo di avere l'appoggio. del più criminale tra i due contendenti.
Non è un caso che queste destre - tutte - abbiano israele come feticcio, come totem, e ne sposino metodi e visioni. Ed il loro israele è quello del genocidio, dello sterminio degli untermenschen, dello stivale chiodato sulla faccia di un bambino, dei grassi e grossi affari inter eos del capitalismo rapace sovranazionale. Il capitalismo della sorveglianza, i cui nemici siamo noi, senza distinzioni. La Restaurazione che avanza e fa quadrato, contro ogni afflato libertario dovunque nel mondo.
L'Assolutismo, hic et nunc.
Nessun problema di ordine etico, nessun diritto riconosciuto, nessuna vera opposizione al sistema che possa farla franca.
Questo è il nuovo mondo - quello di sempre - nel quale sguazzano i Vannacci di oggi e di ieri, i volti sempre nuovi, eppure vecchi, della Restaurazione Ottocentesca.
Se vi parlano di sovranismo, ridetegli sonoramente in faccia.
E poi chiedete loro notizie dei popoli in lotta per la sopravvivenza etnica e per l'indipendenza nazionale.
Chiedetegli anche di quale idea di Uomo abbiano in mente. Ma qui siamo già troppo oltre.
La loro idea è quella dell'energumeno che ha picchiato un ubriaco iracheno per strada, vantandosene sui social in vista di un ritorno personale nella terra dei cachi - lo stesso coraggio dello stato genocida che bombarda dall'alto i campi profughi di Gaza con armi imperialiste ed utilizza poi l'iconografia del leone per convogliare una falsa idea di valore.
È la loro idea di mondo e di umanità, che non si premurano neanche più di nascondere, ma anzi esibiscono con soddisfazione, acclamati da una torma indistinta di abusati.
La massa sfruttata, che non ha mai capito nulla dal Medioevo ad oggi e che si è spontaneamente consegnata ad ogni servitù della gleba
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