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Yemen e Arabia Saudita iniziano una nuova fase
di Leandro Leggeri
Il movimento Ansarallah e il governo di Sana'a hanno annunciato la fine della fase di de-escalation con l'Arabia Saudita in seguito ai bombardamenti che hanno colpito l'aeroporto internazionale della capitale yemenita. Secondo le autorità di Sana'a, si tratta dei primi attacchi sauditi contro l'aeroporto e la città dal 2021.
Le Forze Armate yemenite (YAF) hanno definito i raid una «palese e ingiustificata aggressione», affermando che l'attacco «non resterà senza risposta né senza punizione». Anche il Ministero degli Esteri del governo di Sana'a ha parlato di una vera e propria dichiarazione di guerra, sostenendo che il conflitto entra ora in una «nuova fase».
Secondo quanto riportato dai media yemeniti, gli attacchi avrebbero preso di mira le piste di decollo e atterraggio nel tentativo di impedire l'arrivo di un aereo civile iraniano. Il velivolo, che trasportava una delegazione politica di Ansarallah di ritorno dai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, avrebbe infine modificato la rotta atterrando a Hodeidah.
Le autorità sostenute da Riyad hanno rivendicato l'operazione, accusando Teheran di utilizzare voli civili per violare lo spazio aereo yemenita e sostenendo che gli aerei iraniani trasportino equipaggiamenti destinati ad Ansarallah, accuse respinte dal governo di Sana'a.
L'episodio rappresenta un'ulteriore escalation in un conflitto che, dopo il mancato accordo di pace del 2023, continua a rimanere irrisolto. Nelle ultime settimane Ansarallah aveva già intensificato le operazioni militari contro le forze sostenute dall'Arabia Saudita e avviato una campagna di mobilitazione generale, lasciando presagire una possibile ripresa su larga scala delle ostilità.
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