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Iran: nipote di Khomeini non crede alla pace con gli USA
di Leandro Leggeri
Seyyed Ali Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, ha pronunciato un duro discorso nel quale ha escluso qualsiasi prospettiva di riconciliazione con gli Stati Uniti.
«Chiunque voglia negoziare per raggiungere la pace con l'America è un traditore», ha affermato. Ha poi aggiunto: «Chiunque invii un messaggio di amicizia all'America ha una bocca malvagia e impura».
Secondo il religioso iraniano, il conflitto con Washington non nasce dagli eventi più recenti, ma affonda le proprie radici nel colpo di Stato del 1953 contro il governo di Mohammad Mossadeq. Tuttavia, ha sostenuto che l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele ha segnato un punto di non ritorno.
Nella parte finale del discorso, Seyyed Ali Khomeini ha dichiarato: «Con quest'ultimo episodio abbiamo sviluppato una pedarkoshtegi nei confronti dell'America», utilizzando un'espressione idiomatica persiana che indica una faida o un'inimicizia insanabile destinata a durare nel tempo.
Le dichiarazioni sono state riprese da numerosi media iraniani, tra cui Jamaran, Al Alam e Tabnak.
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